Italia
Dolci, buoni e anche salutari: è tempo di farsi tentare dai fichi
Energetici, sono alleati di pelle, ossam occhi, apparato digerente e sistema cardiaco. Inoltre hanno proprietà lassative. Indicati pure per i bimbi, dopo lo svezzamento
Sarà un caso che la cesta in cui dormivano Romolo e Remo raggiunse la riva del Tevere sotto un fico? O che Adamo ed Eva trovarono riparo sotto le sue fronde dopo il peccato originale, trasformandone le foglie nel primo indumento. Andando a scomodare civiltà e culture, il fico è presente in molti miti e leggende. Si narra che il Buddha conquistò l’illuminazione sotto i sui rami, in Asia è simbolo di vita; in Nord Africa il primo frutto della stagione è destinato alla donna più anziana di casa per garantire prosperità e fortuna alla sua genesi. Di certo, i fichi sono alleati di pelle, ossa, occhi, apparato digerente e cardiaco, ricchi in fibre e fonte di energia.
Il calcio li rende amici delle ossa, così come i polifenoli (antiossidanti naturali) ne fanno un passepartout contro i radicali liberi e l’invecchiamento precoce delle cellule. «Il fico è un frutto ricchissimo di zuccheri, fibre, vitamine e sali minerali: spiccano fra i sali potassio e calcio, fra le vitamine la C e i precursori della A – sintetizza la nutrizionista Giusi D’Urso - Contiene molte sostanze che fanno bene ai batteri intestinali come le mucillagini, nutrendoli e proteggendoli meccanicamente. Ha proprietà digestive e protettive per la mucosa gastrica. Contenendo 11,2 grammi di carboidrati su 100 di parte edibile, è considerato molto energetico. E, a parte nei casi di diabete, il consumo non è sconsigliato, a condizione che sia moderato. Anche perché il fico ha proprietà lassative, per cui, in ogni caso è bene non esagerare». Ottimi freschi, possono essere consumati soli o in abbinamento ad affettati e formaggi. Secondo varietà maturano più volte: all’inizio dell’estate (i fioroni) e ai primi di settembre (i forniti). Nella versione secca (ottimi quelli di Carmignano, presidio Slow Food) hanno molte più calorie ma durano nel tempo. In cucina si alleano a carni dal sapore sostenuto, a torte salate con formaggi stagionati o erborinati, a risotti, senza dimenticare crostate e composte. «Ne consiglio l’impiego in caso di stipsi, malnutrizione, convalescenza, sport, a chi soffre di gastrite perché creano una barriera protettiva sulla mucosa gastrica. Nei bimbi possono rappresentare un ottimo spuntino prima o dopo lo sport – suggerisce la nutrizionista - Essendo uno dei frutti più dolci, in fase di svezzamento consiglio di farlo assaggiare non prima delle pappe e di altri frutti meno dolci per educare il gusto un po’ a tutto. Una volta accertato che non ci sono allergie, nessun problema. Invece lo sconsiglio a chi è allergico e, nelle fasi acute, a chi soffre di intestino irritabile. Iperglicemici e diabetici ne devono fare un uso moderato, magari associandoli ad alimenti a baso impatto glicemico». —
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