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Tutto e il suo contrario: diario della crisi più pazza
Salti, piroette, capriole e giravolte. In queste settimane il circo della politica ha offerto davvero il meglio di sé. Il direttore del Corriere della sera ha definito “pazza” questa crisi, e certo andando a rivederne il film non si può che essere d’accordo. Un colpo di scena dietro l'altro. Riguardiamo i vari spezzoni.
1 - Tutto comincia a fine luglio ed è il grande mediatore Conte a dare il primo colpo alla scricchiolante maggioranza dicendo: "Ormai la Tav va finita". Nuovo terremoto nei 5 stelle, che nel 2018 hanno scelto e proposto Conte per Palazzo Chigi. Il quale Conte si schiera con la Lega (e altri, Pd in testa) per il completamento dell'alta velocità togliendo però contemporaneamente dagli impicci i capi grillini. La sua scelta chiude il discorso e consente di uscire dallo stallo, ma parte una nuova sceneggiata.
2 - Il 7 agosto il M5S cerca di salvare la faccia di fronte ai suoi militanti e ufficializza il no alla Tav presentando una mozione al Senato: no alla ferrovia, spaccatura totale della maggioranza. La Lega e le opposizioni votano tutti contro la mozione grillina: bocciata. Ormai il governo annaspa. Sostanziale sfiducia dei 5S a Conte, il loro uomo.
3 - Salvini e Di Maio sparano a zero sul Pd, il partito degli orchi di Bibbiano, oltre che di Renzi, Boschi, le banche ecc. Poi il Matteo leghista parte a tutto gas e presenta la sfiducia a Conte, proprio quello che si è schierato con lui sulla Tav...Incredibile ma vero. Il governo è alla fine.
4 - Nel guazzabuglio s'infila Renzi. Colpo di teatro. In un'intervista spiazza tutti e invita chi ci sta - 5 stelle compresi - a formare un governo senza Salvini che eviti il voto subito e metta a punto la manovra per scongiurare l'aumento dell'Iva. Eppure proprio Renzi ha sempre detto no a ogni rapporto con i grillini sospettando di Zingaretti per una sua presunta disponibilità a cercare un confronto in quella direzione. Ora invece, pur di fare lo sgambetto a Salvini e salvare i suoi fedelissimi in Parlamento, Renzi scopre "il governissimo di responsabilità nazionale". Il Pd - la cui direzione a luglio ha votato all'unanimità contro ogni idea di trattativa coi 5 stelle - nel giro di pochi giorni va avanti sulla linea Renzi nuova di zecca. Tutto superato, archiviato: 5 stelle e Pd si parlano dopo anni di offese.
5 - Salvini beffato e cacciato all'opposizione tenta di riaprire il dialogo con i vecchi partner e offre a Di Maio la presidenza del Consiglio: ricominciamo, abbiamo scherzato. Ma la giravolta non funziona.
6 - Non è finita. I grillini rimettono in pista il siluratore della loro linea sulla Tav, Giuseppe Conte, che si è dimesso con una requisitoria contro Salvini. Il Pd vuole discontinuità ma rapidamente su Conte premier cede. Chissà cosa ci aspetta domani. Di sicuro altri colpi bassi alla serietà e alla coerenza. Qualcuno non si stupisce: i politici si adeguano alle situazioni che cambiano...Va bene, ma così si esagera: quello che viene detto non vale più nulla.
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