Battibecco con marocchini, turisti aggrediti con spray al peperoncino
All’alba sul lungomare i ragazzi aspettavano l’autobus per la stazione con alcune amiche Sap: «Rendere tracciabili le bombolette acquistate»
LIDO DI CAMAIORE. Succede in pochi minuti. Nell’ora insolita in cui i nottambuli incrociano gli sportivi. Chi ancora deve andare a dormire e chi si è alzato per fare jogging. In Versilia accade. La domenica mattina, dalle parti della pista ciclabile, sul lungomare è frequente. Non lo è che spunti uno spray al peperoncino. Che sia usato per aggredire due ragazzi, per stenderli. Una rissa con “armi improprie”. Poi via, i responsabili scappano verso Viareggio, in bici. Turisti a terra, quattro extracomunitari, probabilmente marocchini, in fuga. Ragazze terrorizzate. Grida, confusione.. Sono le 6 di domenica. Un gruppo di toscani è seduto su una panchina. «Ehi, ma a che ora passa il pullman della notte? Dobbiamo andare alla stazione». Un imprenditore è al lavoro. È il 1°settembre: probabilmente il bus della notte, quello che raccoglie gli irriducibili delle discoteche, non c’è più: è finita la stagione. Nel gruppo ci sono ragazzi e ragazze. Si scherza ancora. Le battute volano. Le lancia chi passa in bici. I ragazzi rispondono. Poi arrivano quattro extracomunitari. Sono ben vestiti. E in sella a belle bici. Le battute, questa volta, sono piccanti. Le bici si fermano. L’aria si raffredda. Si fronteggiano i maschi. Le ragazze sono un po’ indietro. È un attimo. I marocchini - racconta un testimone - tirano fuori «gli spray al peperoncino e li spruzzano negli occhi a due ragazzi che finiscono a terra. Le ragazze gridano, chiedono aiuto». Hanno paura. Gli aggressori rimontano in sella e si dirigono verso Viareggio, sulla pista ciclabile. Vengono avvertiti i carabinieri, mentre da un locale delle vicinanze cercano di assistere i ragazzi aggrediti. Che, però, decidono di non andare in ospedale.
Tuttavia la gravità dell’aggressione resta. Lo conferma Michele Dressadore, segretario nazionale di Sap, il sindacato autonomo di polizia, attento all’utilizzo “improprio” di «strumenti che non sono nati per offendere ma per difendere», come gli spray al peperoncino. E che, per questo - come precisa la normativa vigente - non sono considerate armi. Perciò possono essere tenuti con sé senza necessità di porto d’armi (anche quando abbiamo la forma di pistola al peperoncino, come quelle prodotte da una ditta di Firenze). E possono essere vendute ovunque, a chiunque abbia compiuto 16 anni.
«È necessario non demonizzare lo spray al peperoncino in sé - insiste Dressadore - perché non vorremmo mai che una donna o un anziano venisse aggredito perché si è impedito l’acquisto di questo strumento di difesa. Ma è necessario adottare misure più stringenti di controllo per chi lo utilizza». Intanto - elenca il segretario di Sap - si potrebbe elevare da 16 a 18 l’età minima per l’acquisto; inoltre «si potrebbe rendere tracciabile l’acquisto dello spray, in modo da ricondurre la singola bomboletta a un determinato proprietario». Il problema vero, comunque, resta l’uso. Come si è visto di recente con le rapine (con morti) in discoteca: «In quel caso - riprende Dressadore - si potrebbe consentire in luoghi chiusi solo l’uso lo spray al gel che non si vaporizza e che si può usare solo contro una singola persona». In questo modo, l’uso improprio si potrebbe limitare se non proprio prevenire «anche se la migliore prevenzione resta il controllo. E con i tagli operati alle forze dell’ordine, la diminuzione dell’organico, la chiusura degli uffici è un obiettivo difficile da raggiungere». Almeno tanto quanto «un sistema giudiziario efficiente che garantisca la certezza della pena e una pena adeguata al reato commesso». —
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