Il presidio
I ragazzini volontari della sagra donano le mance al Meyer
Protagonisti i giovani che ogni anno servono ai tavoli della sagra del maccherone, a Sassofortino di Roccastrada che attira in Alta Maremma centinaia di turisti
GROSSETO. «Quest'anno i soldi delle mance li diamo ai bambini del Meyer». L’annuncio un paio di settimane fa. È dei ragazzi che ogni anno servono ai tavoli della sagra del maccherone, a Sassofortino di Roccastrada che attira in Alta Maremma centinaia di turisti. Nel 2019, quindi, tra le decine di donazioni destinate alla Fondazione ospedale pediatrico Meyer (l'anno scorso furono circa 30mila per quasi 11 milioni) ci sarà anche quella dei volontari adolescenti che operano nello stand allestito al Parco dei Castagni, un gruppo coordinato da oltre 30 anni da un dirigente di banca milanese che qui trascorre le vacanze, Cesare Somenzi.
Tra i tavoli dello stand gastronomico, dove ogni sera si macinano centinaia di coperti, il monte-mance veniva solitamente diviso, a fine sagra, tra i ragazzi che apparecchiano, servono e puliscono la sala. «La nostra – spiegano i ragazzi – è una piccola somma, neppure 500 euro, ma abbiamo deciso tutti insieme di destinarla ai progetti portati avanti in questo ospedale, che abbiamo conosciuto purtroppo negli ultimi anni». Quando è scomparsa, dopo aver combattuto contro la malattia, Maria Sole Marras, la figlia di 9 anni dell’ex presidente della provincia di Grosseto, oggi capogruppo in consiglio regionale per il Pd. «Un gesto spontaneo, non indotto» confermano Roberta Lanfranchi e Somenzi, gli adulti che guidano questa dinamica pattuglia di camerieri volontari. I ragazzi di Sassofortino sanno come vengono usati i soldi dei donativi. «Ci è stato spiegato - raccontano - che con i fondi raccolti vengono poi finanziate, oltre alla ricerca scientifica, attività mirate a migliorare l’assistenza di neonati, bambini e adolescenti provenienti da tutta la Toscana e da altre regioni. Non solo in ospedale, ma anche fuori».
Di recente, tra le donazioni “straordinarie” ne sono state evidenziate alcune: quella dei parenti di una maestra di Fucecchio, che donarono i proventi della vendita della casa della madre proprio al Meyer (160mila euro); quella di un insegnante di Vicopisano che ha attraversato in bicicletta l’America Latina per raccogliere fondi a favore dell’ospedale pediatrico fiorentino. «Il vissuto di malattia del bambino e dell’adolescente, le ripercussioni in ambito familiare e sociale - commenta Irene Martini, presidente della pro loco di Sassofortino - sono temi che toccano tutti, adulti e ragazzi. Non amo i ringraziamenti pubblici, ma di fronte a questo atto spontaneo di generosità credo che la nostra comunità si debba sentire enormemente orgogliosa. Questi ragazzi sono l'esempio vivente che i buoni valori esistono anche nei giovani».
In passato Sassofortino aveva già organizzato iniziative a sostegno del Meyer in nome di Maria Sole Marras, a lungo seguita al Meyer che, ogni anno, offre un milione di prestazioni all’anno e non c’è famiglia che non abbia avuto un figlio o il figlio di un parente, amico o conoscente curato a Firenze. «Non è secondario – conclude la presidente della pro loco di Sassofortino, Irene Martini –conosciamo tutti la trasparenza e l’efficacia di utilizzo dei fondi che è in grado di garantire il Meyer».
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