Italia
Ritrovato il neonato sottratto dalla casa famiglia
Era stato portato via dalla madre alla quale era stato tolto subito dopo la nascita. Erano in centro a Livorno: stanno bene
PISA. Il bambino di appena un mese di vita e la madre, che lo aveva rapito dalla casa accoglienza dove vivevano, stanno bene. E questo è un dato importante in una vicenda che poteva anche finire male. La polizia ieri ha ritrovato la donna e il figlio in centro a Livorno e li ha accompagnati a Pisa alla casa accoglienza “Demetra” dove gli operatori li hanno accolti. Del padre (che sarebbe stato presente al momento della scomparsa) nessuna traccia.
Ora sia il Comune di Livorno che i servizi sociali che seguono la situazione hanno il tempo per capire cosa non ha funzionato nel progetto pensato per la donna che ha un grave disagio personale. A dare notizia della fine della fuga della mamma è stato il comune di Livorno. «Sono stati ritrovati, entrambi in buone condizioni, la madre con il bambino che erano spariti nei giorni scorsi da una struttura protetta di Pisa. Madre e piccolo, seguiti dai Servizi Sociali del Comune di Livorno, sono stati riportati in comunità per decisione del giudice reperibile», ha spiegato l’assessore Andrea Raspanti.
Una situazione che aveva tenuto in apprensione l’amministrazione e gli operatori del Comune di Livorno, ma che si è risolta in un tempo relativamente breve, dopo che la polizia ha avviato ricerche non solo a Pisa ma anche a Livorno (ultimo domicilio della donna) ma anche nei centri vicini.
«Siamo contenti che questa spiacevole vicenda si sia conclusa bene. I nostri servizi sociali hanno lavorato in sinergia col Tribunale dei Minori e col Sert fin dalla nascita del bambino, per creare le migliori condizioni di recupero di una situazione familiare evidentemente compromessa. Anche in queste ore difficili hanno seguito attentamente la situazione e offerto la massima collaborazione alle forze dell’ordine. Il caso, dopo questo episodio, sarà ovviamente rivalutato».
Questa mattina nella casa protetta di Pisa ci sarà una riunione per decidere cosa è meglio fare per madre e figlio. Il gesto, quello di portare via il figlio dalla casa accoglienza, forse anche con l’aiuto del compagno da cui la mare non vuole separarsi, fa pensare che la donna non fosse così d’accordo sul progetto che le è stato presentato quando il 22 luglio ha avuto il bambino. –
S. C.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
