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Uccisa legata al letto, la pista è prostituzione

Uccisa legata al letto, la pista è prostituzione

Per l’omicidio della 60enne brasiliana si indaga nel giro dei clienti. Esclusa l’ipotesi di un gioco erotico finito male 

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AREZZO. Legata al letto, una lesione cranica come se l'avessero colpita alla testa con qualcosa, forse strangolata da uno dei suoi clienti, all’apice di un rapporto trasformato in una specie di supplizio. Ressta una scena nebulosa quella trovata lunedì alle 18.30 dalla polizia in un palazzo di Santa Maria delle Grazie ad Arezzo, ma alcuni dettagli sembrano diradare le nebbie sulla morte di Maria Aparecida Venancio de Sousa, la 60enne brasiliana uccisa in un appartamento di via della Robbia. Omicidio, è questa l’accusa contro ignoti con cui si muovono le indagini coordinate dal pm Chiara Pistolesi. A cui un nuovo sopralluogo della scientifica e nuove testimonianze sembrano dare una pista, quella della prostituzione. «In casa di quella donna c’era un via vai continui, soprattutto di notte», hanno confermato molti vicini del palazzo, i cui alloggi sono stati perquisiti dagli agenti.

Una sottile corda legata intorno al collo, il corpo seminudo che dal letto sembra essere scivolato a terra, una grave ferita alla testa: è stata trovata così la brasilioana. Da ore non rispondeva alle chiamate del marito, che si trovava al mare. È stato lui ad allertare i vicini che a loro volta hanno chiamato i vigili del fuoco per fare irruzione nell'appartamento. Ma la donna era già morta. Il cadavere era a terra, in camera da letto: il busto vestito, nudo dalla cintola in giù. La testa era legata con un piccolo nastro alla ringhiera del letto. Anche se chi indaga crede che la cordicella non sia la causa del decesso e faccia parte della cornice che ha preceduto l'aggressione, forse portata a termine proprio dall'uomo con cui la donna si era intrattenuta. Gli inquirenti sospettano che poi l'assassino si sia dileguato, lasciando disordine nella scena del crimine. Chiudendosi la porta alle spalle, senza giri di chiave. E per ora gli inquirenti escludono il gioco erotico dalla dinamica della morte.

Sarà l’autopsia eseguita dal professor Marco Gabrielli dell’università di Siena a stabilire l’ora e se sia stato il colpo alla testa quello fatale, ma Maria sarebbe morta già lunedì, forse di mattina.L'oggetto contundente, con il quale è stato sferrato il colpo (forse) mortale, ieri sera non era ancora stato trovato. Ma gli agenti della scientifica sono tornati nell'appartamento per un nuovo sopralluogo, a caccia di nuovi elementi. In più, sempre ieri, gli investigatori hanno ascoltato le testimonianze di chi abita negli appartamenti vicini e del marito, amici e dei conoscenti, per cercare di ricostruire le ultime ore di vita della donna. Il cellulare di Maria è stato sequestrato e i tabulati saranno analizzati con attenzione. —

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