Il presidio
Case rifugio e centri anti-violenza, la Regione stanzia un milione e mezzo
Oltre 430mila euro sono destinati alle nuove strutture «Risorse concentrate in servizi di supporto specializzati»
Sono in arrivo i soldi per i centri antiviolenza e le case rifugio dove ospitare donne e bambini vittime di maltrattamenti. La Regione stanzia poco più di 1 milione e 459mila euro per le strutture da aprire e per quelle già aperte. All'istituzione di nuovi centri antiviolenza e nuove case rifugio destina 432.300 euro. Mentre per il 2020 finanzia i centri antiviolenza e le case rifugio esistenti con 1.027.231 euro.
NUOVI CENTRI
E NUOVE CASE RIFUGIO
Sono le Conferenze dei sindaci o le Province, purché delegate da tutte le Conferenze dei sindaci del territorio di riferimento, a proporre l'istituzione di nuovi centri antiviolenza e nuove case rifugio. I soggetti attuatori sono le Società della Salute, il Comune o l'Unione dei Comuni individuato dalla Conferenza dei sindaci come capofila per la violenza di genere, la Provincia. I centri antiviolenza e le case rifugio presenti nell'ambito territoriale zonale danno una mano nella realizzazione di quelli nuovi. La Regione pubblicherà a breve un avviso rivolto agli Ambiti territoriali di cui fanno parte le Conferenze dei sindaci.
Le risorse verranno ripartite a settembre per Ambito territoriale secondo la percentuale prevista nella ripartizione del Fondo sociale regionale. Si va dai 3.544 euro per l'Amiata senese e Val d'Orcia (0,82% è la quota assegnata dal Piano sanitario sociale integrato regionale) ai 48.158 euro per Firenze (11,14% la quota del piano socio-sanitario regionale). I soggetti interessati al contributo regionale dovranno presentare domanda entro i termini pubblicati nell'avviso.
CENTRI E CASE ESISTENTI
La Regione mette a disposizione 1.027.231 euro per il 2020. Ai centri antiviolenza, per il 30% i fondi vanno in parti uguali per tutti e per il 70% in base agli accessi registrati dall'Osservatorio sociale regionale sulla violenza di genere. Per quanto riguarda le case rifugio: le risorse sono ripartite per il 30% in base ai posti letto e per il 70% in base alle presenze in casa rifugio.
DESTINATARI DEI FONDI
E SPESE AMMISSIBILI
I contributi vanno a soggetti pubblici e/o privati in possesso dei seguenti requisiti: aver avuto esito positivo alla richiesta di iscrizione al 30 giugno 2019 nell'elenco regionale dei centri antiviolenza e delle case rifugio e operanti in Toscana da almeno 6 mesi al 31 dicembre 2018. Sono ammissibili le spese sostenute per il personale specializzato (retribuzione e formazione), per beni e servizi (tinteggiatura, manutenzione ordinaria, mobili, ecc.), gestione del centro (pagamento bollette luce, acqua, riscaldamento, telefono, affitto, ecc.), ospitalità delle donne che devono essere allontanate dalla propria abitazione (acquisto vestiti, generi alimentari, trasporti, ecc.). Le strutture esistenti dovranno rendicontare le spese relative all'anno 2020.
OBIETTIVI DELLA REGIONE La vice presidente e assessora alle pari opportunità Monica Barni spiega: «Per quanto riguarda i nuovi centri antiviolenza e le nuove case rifugio, vogliamo concentrare le risorse su progetti che si tradurranno in nuovi servizi di supporto specializzati. Sulle strutture già esistenti invece c'è la necessità di contribuire a sostenere nuovi servizi che negli anni si sono attivati». —
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