Il presidio
Sulle ali (Chiesa e Ribery) dell’entusiasmo parte il Rinascimento in salsa viola
Numerosi rinforzi di qualità e, soprattutto, ben legati al contesto tattico. E nell’ultima settimana di mercato potrebbero arrivare anche altri colpi
Michelangelo e Leonardo, Brunelleschi e Vasari. Il Rinascimento di Firenze risplende nelle ali: Franck Ribery a destra, Federico Chiesa a sinistra. Quanti in Italia possono spendere sulle corsie bollicine e corsa, tecnica e sostanza come i viola? Pochissimi, forse nessuno. Il botto legato all’arrivo del francese svincolato dal Bayern è il piccolo capolavoro diplomatico di Rocco Commisso, e la conferma – se ce n’era bisogno – che il tycoon italo-americano delle tv via cavo non ha acquistato il pacchetto di maggioranza viola per un capriccio, ma per lasciare il segno nel calcio italiano.
Il colpo, quello grosso, era in canna da settimane. sottotraccia, senza fare grancassa. Lavorando ai fianchi il francese, convincendolo che il progetto Fiorentina era qualcosa di stuzzicante per l’epilogo di una carriera favolosa. Daniele Pradè e Joe Barone, giorno dopo giorno, hanno strappato l’assenso di Franck, che rischiava di essere attratto da sirene ben più remunerative (Russia, Arabia, Cina), ma con minor asppeal calcistico. Così, alla fine, la stella che mister Rocco aveva promesso alla sua gente è arrivata. Un crack dal punto di vista tecnico, un carattere non sempre facilissimo ma un bagaglio di esperienza passato per vittorie di Champions e campionati.
Vincenzo Montella sa bene che la squadra va costruita e modellata attorno a quelle due frecce che promettono di costruire superiorità numerica, cosa che nel calcio italiano è roba per pochi. E per questo punta dritto sul tridente, con il posto da punta centrale che, volta per volta, sarà “sorteggiato” tra Kevin Prince Boateng, punta insolita, più portata al dialogo che alla stoccata, il baby fenomeno serbo Vlahovic, eroe di Coppa e dagli incredibili margini di miglioramento (è un classe 2000, e infine il Cholito Simeone, che per larghi tratti dell’estate è stato inserito nella lista dei partenti ma che alla fine è rimasto per cercare il riscatto da una stagione da dimenticare.
Squadra stuzzicante, quelle viola, che promette bel calcio e divertimento per il suo popolo. Si devono leggere così anche gli innesti a centrocampo di Badelj e Pulgar, l’arrivo di Boateng, l’innesto del tonico Lirola in difesa, esterno destro del Sassuolo che prenderà il posto di Laurini. È vero, sono partiti Veretout, pezzo pregiato del mercato che ha garantito una robusta plusvalenza e il granitico centrale Victor Hugo, ma sono rimasti il capitano Pezzella, Benassi, Milenkovic. Gente affamata di riscatto dopo la deludente stagione passata. E occhio al talento di Sottil, un altro figlio d’arte. L’ultima, piccola rivoluzione riguarda il ruolo del portiere: via Lafont, troppo ragazzino per fare il titolare in Serie A, e fiducia a Dragowski, che nel finale della stagione scorsa, ad Empoli, ha fatto stropicciare gli occhi a tanti.
Ma sarà davvero finito qui, lo shopping firmato da Commisso? Lui ci ha preso gusto, sogna a occhi aperti, come ha sempre dichiarato, di porre fine alla tirannia della Juventus, magari con un programma ad ampio respiro. Per questo, nell’ultima settimana di mercato, il club viola resterà vigile, con gli occhi spalancati: filtra l’intenzione di irrobustire ulteriormente il pacchetto offensivo con un elemento di qualità come Berardi o Suso: lo spagnolo, ad esempio, sarebbe la ciliegina sulla torta. Vedremo. Scopriamola allora questa Fiorentina: che sulle ali (Ribery, Chiesa...) dell’entusiasmo, una piazza come Firenze può tutto. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
