Il Tirreno

Toscana

La Madonna, i reggiseni e i cortei: vade retro Matteo

Chiara Sillicani e Matteo Tuccini
Una ragazza innalza un cartello anti-Lega al corteo di Massa
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Una ragazza innalza un cartello anti-Lega al corteo di Massa

Un migliaio di manifestanti a Massa, circa 300 in Versilia dove è stata riaperta l’inchiesta sugli antagonisti che protestarono contro il leader del Carroccio

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MASSA. Sacro e profano. La ragazza vestita da Madonna che «a Matteo non fa le grazie». Anche se sgrana rosari. Bandiera rossa e reggiseni. Sulla costa la protesta contro Capitan Salvini si propaga. Trecento in Versilia un migliaio a Massa, malgrado i tentativi delle forze dell’ordine di tenere i manifestanti dai luoghi degli eventi: il Caffé della Versiliana a Marina di Pietrasanta, la festa della Lega a Ronchi di Marina di Massa. Video, dirette Facebook, social trasmettono il malumore. E il miracolo che Salvini (lui sì), in poche settimane, riesce a compiere: ricompattare la sinistra. Almeno la base. Unita nella protesta.

In Versilia

In 2000 ad applaudirlo, in 300 a contestarlo. La Versilia si spacca per il ministro dell’Interno: il carisma e la popolarità fanno breccia, in un pubblico come quello della Versiliana, storicamente vicino al centrodestra e quindi al “suo” Matteo. Ma fuori dal Caffé e dal salotto politico c’è la contestazione. I “no Salvini” si danno appuntamento a Fiumetto e sfilano sul lungomare e qui vengono bloccati, all’altezza della Versiliana. Qui cori e slogan per tutta la durata dell’incontro al Caffè. Ma più di un contestatore riesce a sgattaiolare fino all’ingresso principale del parco. E quando arriva l’auto di Salvini piovono fischi e “Bella ciao” sul ministro. Che, dal palco, ironizza: «I soliti viareggini, gente che mi segue ovunque». Non è difficile intuire che siano gli stessi che lo contestarono a Viareggio nel 2015: sulla vicenda è stata riaperta un’inchiesta dalla Procura di Lucca ed è questo uno dei motivi della rabbia anti-salviniana dei contestatori.

Massa

Riesce Salvini, in un colpo solo, a ricompattare la sinistra: quella con ambizioni rivoluzionarie, antisistema nel Dna e quella istituzionale e abituatissima al governo. Unita scende in piazza, ieri pomeriggio, sul lungomare in attesa che Salvini raggiunga il Parco della Comasca, a Ronchi, per chiudere la festa regionale della Lega. Ci sono i Carc, che l’evento l’hanno promosso, la squadra di terza categoria Spartak apuana, Anpi, associazioni, Pd, Cgil, i collettivi femministi, consiglieri comunali vecchi e nuovi. E pure un pentastellato di Montignoso.

Corteo trasversale davvero con citazione colte e cattoliche, corteo in cui sfila anche il viso giovane dai grandi occhi scuri di Gaia Lo Nigro: 19 anni da compiere, studentessa dell’alberghiero, veste i panni della Madonna: « A lei si appella così spesso Salvini…». Sul lungo abito bianco di Gaia c’è una grande scritta azzurra. Sono parole di Sofocle, il drammaturgo greco. Le parole di Antigone quando implora di poter seppellire il corpo del fratello morto, nonostante il divieto: « Non sono nata per condividere l’odio, ma l’amore». Però, la stoccata ci sta nella contestazione a Salvini e a un’amministrazione che «ne è specchio e ci impone pure come vestirci». Riferimento al regolamento di polizia urbana con il rischio di sanzioni per i look indecorosi. È delle donne del collettivo Kall che nella notte tra sabato e domenica “stendono” reggiseni sotto il municipio ricordano con uno striscione che «la strada si conquista con la lotta femminista». Con avvertimento per Salvini. Da Gaia, nei vesti di Maria: «La Madonna di grazie al ministro Salvini non ne farà».


 

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