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Blitz con la polizia per abbattere i pini Malore e ricovero per un residente

Blitz con la polizia per abbattere i pini Malore e ricovero per un residente

Verso le 6 una trentina di agenti e di vigili scortano gli operai  in piazza della Vittoria dove il taglio era fallito il 1° agosto

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FIRENZE. Il blitz scatta all’alba. Forse un po’ dopo. È già chiaro in piazza della Vittoria quando le sei sono passate da poco. Ma il 16 agosto, è certo che non ci sia quasi nessuno. I blindati, la polizia, i vigili urbani, gli operai con le motoseghe arrivano certi di non trovare resistenza. Non come all’inizio del mese, quando il taglio dei pini fu rimandato, per evitare la rivolta popolare. Questa volta pensano che fili tutto liscio. Nessuno calcola il malore di Vincenzo Ramalli, vicepresidente e portavoce dell’associazione che da tempo di batte per evitare che i pini vengano segati.

L’associazione dei residenti sostiene che gli alberi siano sani. Il Comune sostiene il contrario con una perizia stilata da un agronomo di parte: il parere dell’esperto certifica che gli alberi tagliati fossero malati e pericolanti. Una prova visibile è data dal fatto che le radici avrebbero danneggiato la pavimentazione della piazza e della carreggiata (cosa che i pini fanno ovunque).

Comunque il Comune assicura che a ottobre verranno rimpiazzati. Con alberi più piccoli, certo. Ma verranno sostituiti. Comunque sia, in questa guerra di perizie, l’ha spunta la questura. Che - sostiene il Comune - ieri avrebbe ordinato alla direzione Ambiente di Palazzo Vecchio di procedere senza preavviso alle operazioni di abbattimento dei sei pini «in classe D (parecchio pericolosi) di mattina presto e di farlo insieme agli agenti di polizia seguendo le loro indicazioni, per permettere che le operazioni di pubblico servizio questa volta non venissero interrotte». La sicurezza dei cittadini prima di tutto, insomma visti anche gli incidenti accaduti in passato per l’instabilità delle piante (in assenza di manutenzione, ndr). È per questo che i tagliatori di pini sono arrivati in piazza della Vittoria scortati da una trentina di poliziotti e vigili urbani.

Così questa volta, a differenza del 1° agosto, nessun “attivista” ha fermato le motoseghe. Neppure l’associazione. Neppure il malore del vicepresidente: non simulato, visto che Ramalli è stato portato in codice rosso all’ospedale di Careggi. A chi sostiene che gli alberi fossero sani non è rimasto che filmare l’abbattimento delle piante. Ai consiglieri di opposizione (da FdI a a M5S), invece, è toccato attaccare la giunta Nardella per questa decisione. Al Pd, difendere la scelta: «I sei pini abbattuti in piazza della Vittoria erano un pericolo per l'incolumità degli abitanti e di chi frequenta la piazza. Chi siede nei banchi dell'opposizione in consiglio comunale e dice di avere a cuore la salute dei fiorentini dovrebbe saperlo e aiutare l'amministrazione comunale a comunicarlo, invece di cavalcare gli umori di un comitato facendo affermazioni false, strumentali e irresponsabili»sostengono il capogruppo Pd Nicola Armentano e il presidente della commissione Ambiente Leonardo Calistri. —



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