Il presidio
Nudo terrorizza le ragazze di notte: solo multato
Per due anni un maniaco cinquantenne con un passamontagna ha molestato giovani donne. La legge gli ha consentito di evitare il processo
GROSSETO. Gli erano stati contestati dieci episodi di molestie, tra il 2016 e il 2017: dieci episodi nei quali si sarebbe tirato giù i pantaloni, avrebbe mostrato i genitali masturbandosi e, in alcuni casi, avrebbe “manovrato” il pene dopo averlo attaccato a un filo o a un elastico. Talvolta si sarebbe presentato a volto coperto. Le denunce delle ragazze (alcune vittime più di una volta) erano state raccolte dalle forze dell’ordine e la Procura aveva formulato il decreto di citazione a giudizio. Ma per lui, il presunto esibizionista, un cinquantenne abitante nella zona sud della provincia, artigiano, sposato, il processo non c’è stato. Non si saprà se era davvero lui a terrorizzare le giovani, tra il marzo 2016 e il maggio 2017, perché l’imputato ha scelto - come previsto dal codice in casi come questi - di pagare l’oblazione (fino a 516 euro). Il giudice ne ha preso atto e ha dichiarato il non doversi procedere per estinzione per oblazione.
La modalità di azione praticamente uguale. Ore notturne, meglio se dopo la mezzanotte. Vittime le ragazze, in gruppetti o da sole: alcune addirittura per due volte a distanza di pochi giorni. Gli episodi erano avvenuti da un capo all’altro della città. Primo episodio il 24 marzo 2016 in via Rovetta, ore 1.40: quattro le ragazze a bordo di un’auto, giù i pantaloni, esibizione con tanto di filo. Secondo l’8 ottobre: androne del condominio dove una ragazza stava rincasando (ore 3.15), giù le mutande, organo sessuale mosso con il filo. Terzo il 16 ottobre (ore 5), anche qui in un androne, quattro ragazze. Niente filo, invece, il 27 novembre, una ragazza che rincasava alle 5.30: qui a volto coperto. Il 4 gennaio, ore 1.30, piazza dei Lavatoi, auto in sosta, due ragazze (una c’era anche il 16 ottobre), volto coperto da passamontagna. Il 4 febbraio, ore 5,30, vittime due ragazze che rincasavano: tutto nudo al portone, pene al laccio, atti osceni dopo aver aperto per due volte la porta dell’ascensore dove le ragazze si erano rifugiate. Il 3 marzo, ore 5, nei pressi di un locale, auto in sosta con una ragazza (c’era anche il 16 ottobre), masturbazione con filo. Due volte, 15 e 26 aprile, ragazza che rientrava, lui fuori dalla porta a vetri del condominio, sempre con volto coperto. Infine 11 maggio 2017, ore 0.30, via Isonzo, auto in sosta, due ragazze, volto coperto da sciarpa. — P.S.
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