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Toscana

Single adotta 2 bimbi in Sudafrica, ora è papà per legge anche in Italia

Pietro Barghigiani
Il professor Giona Tuccini con i due figli adottati: da sinistra Achille e Dario
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Il professor Giona Tuccini con i due figli adottati: da sinistra Achille e Dario

Il tribunale dei minori di Roma riconosce le adozioni del professor Tuccini di Castelfranco di Sotto 

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PISA. Non conta essere single. È il “superiore interesse” dei due minori a prevalere.. Lo ha deciso un tribunale in Sudafrica e ora anche uno italiano, quello per i Minorenni di Roma, è dello stesso avviso avendo trascritto la sentenza destinata a fare da apripista sul tema. Un caso unico nel nostro Paese sul fronte delicato delle adozioni. L’adozione monoparentale (di un solo genitore) poi è un’eccezione che ora porta il nome del professor Giona Tuccini, 44 anni, originario di Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa, professore di Italianistica all’università di Città del Capo in Sudafrica. È il primo single uomo in Italia ad avere due figli riconosciuti dalla legge.

Ha vinto un riserbo naturale per la propria privacy, «soprattutto per i bimbi», e ha deciso di rendere pubblica la sua vicenda nella quale ha avuto al suo fianco l’avvocata Romina Sestini. «Voglio infondere fiducia e coraggio» sottolinea il docente universitario dalla sua casa sudafricana mentre gioca con Achille, 8 anni, il primogenito e Dario, 4 anni, il secondo arrivato.

«Vorrei chiarire che non si tratta di orfani – afferma il docente che ha la doppia cittadinanza –. Erano bimbi adottabili. Tutto qui. In Sudafrica è un fatto normale. Purtroppo in Italia no. Capisco il clamore della storia e in parte è un pegno che devo pagare per averla resa pubblica. È un passaggio importante. Ma adesso voglio anche proteggere i miei figli».

Si è trattato di una convalida di sentenze di tribunali di un Paese dove l’adozione da parte dei single è consentita dalla legge. E ora Giona ha la piena potestà genitoriale sui due figli.

Tuccini si era trasferito a Città del Capo e nel 2012 aveva adottato un primo figlio quando aveva 4 mesi. Nel 2015 poi aveva pensato di dare al bimbo un fratellino e aveva ottenuto l’adozione di un altro neonato.

«Prima di procedere con l’adozione ho passato mesi negli orfanotrofi – spiega il professor Tuccini –. Sentivo la paternità, era parte di me. Mi verrebbe da dire che Achille e Dario sono quasi dei predestinati. In Sudafrica è tutto normale e mi spiace che non lo sia in Italia».

A fare decidere i giudici sudafricani non è stato solo il contesto culturale e stimolante in cui vive il professore. Tuccini ha scritto una lettera in cui spiegava le ragioni per cui si sentiva pronto per fare il padre.

Quanto deciso dai giudici sudafricani non contraddice, si legge nella sentenza, «alcun principio fondamentale del diritto di famiglia» ma è espressione «di una differente valutazione della migliore opportunità per il minore in stato di abbandono». Per Achille e Dario essere figli di Giona significa diventare una vera famiglia. Lo ha deciso la legge, ma il cuore di Tuccini lo sapeva da sempre. 

 

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