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Toscana

Tre indagati per la morte di Ibrahim L’accusa è di omicidio colposo

Alessandra Vivoli
Tre indagati per la morte di Ibrahim L’accusa è di omicidio colposo

Villafranca, per l’incidente in piscina la Procura chiama a rispondere i legali rappresentanti e il responsabile dell’impianto

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Per la morte di Ibrahim El Gargar, il bambino di dieci anni deceduto dopo un tuffo in piscina, a Villafranca in Lunigiana, ci sono delle responsabilità. E dei responsabili. Lo pensa la Procura di Massa Carrara che ha iscritto tre nomi nel registro degli indagati, contestando l’ipotesi accusatoria di omicidio colposo. Sono indagati i rappresentanti legali della società romana che gestisce le piscine di Villasport e il responsabile dell’impianto tecnico. Le indagini vanno avanti e sono stati sentiti tutti i bambini che domenica erano a Villasport, non solo gli amici di Ibrahim.

tre indagati

Il cuore di Ibrahim El Gargar si è fermato domenica pomeriggio dentro la vasca grande della piscina di Villafranca. Ibrahim è morto lunedì (il decesso è stato dichiarato dai medici dell’Opa alle 21,30) senza essersi mai ripreso. Una morte tragica e tre (ma il numero è destinato ad aumentare) indagati per omicidio colposo. Il fascicolo, aperto dalla Procura di Massa Carrara, vede già iscritti tre nomi: i due rappresentanti legali (Aldo Giulitti e Fabrizio Rossi) della Blu Water Sda, la società romana che ha in gestione l’impianto sportivo Villasport e l’addetto al reparto segreteria e responsabile dell’impianto tecnico delle piscine, Raffaele Giraldi (assistito dall’avvocato Umberto Zangani).

i medici legali

Oggi sarà una giornata decisiva per le indagini sulla morte di Ibrahim: alle 13 verrà conferito l’incarico al medico legale, la dottoressa Susanna Gamba, che eseguirà come consulente della Procura l’autopsia sul corpicino di Ibrahim. I genitori del piccolo (che insieme ai due figli e ai tre nonni) si sono rivolti ai legali Alessandro Ravani e Valentina Rigutini, faranno assistere all’esame anche la loro consulente, il medico legale Elisa Menconi.

il ruolo dei bambini

Il padre di Ibrahim ha un sospetto. Un sospetto tale da averlo fatto andare dritto dagli avvocati. Sostiene che suo figlio domenica pomeriggio sia stato spinto in vasca da due amici: perciò il bambino avrebbe sbattuto la testa contro il bordo della vasca e perso i sensi. Da quella spinta, forse un gioco finito male, con Ibrahim come bersaglio, il figlio non si è più ripreso. Il sospetto di un padre. E un lavoro di indagine che i carabinieri stanno svolgendo senza escludere, ad oggi, alcuna pista. Qualora venisse accertata qualche responsabilità dei bambini nella morte di Ibrahim, per la legge italiana non sarebbero imputabili avendo tutti meno di 14 anni. Verrebbero invece coinvolti i genitori, con l’accusa di non aver esercitato la custodia dei loro figli minori. Ma non potrebbero essere accusati di omicidio colposo.

Le indagini

La chiave di volta delle indagini sarà l’esito dell’autopsia. È fondamentale, infatti, capire come è morto Ibrahim El Gargar: se a causa di una congestione (ipotesi mai abbandonata dagli inquirenti), se per un trauma cranico (questo avvalorerebbe la pista della spinta e dell’urto contro il bordo della vasca) o per annegamento. Una volta fatta chiarezza sulle cause del decesso i carabinieri risentiranno tutti i testimoni. Soprattutto tutti i ragazzini che domenica scorsa erano in piscina con Ibrahim.

le testimonianze

Hanno tutti dai 10 ai 13 anni e sono già stati sentiti (alcuni proprio nelle scorse ore) dai carabinieri. Sono i bambini che erano a Villasport con Ibrahim. Da quello che trapela in queste prime e delicatissime fasi delle indagini i bambini non hanno parlato di giochi. Non hanno minimamente accennato a scherzi d’acqua con Ibrahim. Hanno raccontato l’accaduto. Hanno ammesso di aver avuto paura. Qualcuno di loro ha detto di essere uscito di corsa dall’acqua, questo sì, ma perché in preda al terrore voleva chiamare al telefono mamma e papà.

Insomma varie ricostruzioni in cui, almeno per il momento, non si è fatto cenno ad alcun gioco. Fondamentale per il prosieguo delle indagini sarà l’esito dell’autopsia: è quello l’esame che potrà chiarire se il piccolo Ibrahim ha riportato o meno un trauma cranico, cosa che avvalorerebbe l’ipotesi della spinta e della caduta violenta contro il bordo della vasca. In questo caso, lo ricordiamo, i bambini avendo tutti una età compresa fra i dieci e i dodici anni non sarebbero perseguibili penalmente. Si procederebbe nei confronti dei genitori per omessa custodia dei minori, e cadrebbe l’ipotesi accusatoria dell’omicidio colposo. —



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