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Sicurezza bis, due vescovi toscani contro Salvini: «Il decreto è disumano»
Giulietti di Lucca aderisce alla campagna di don Ciotti. La Lega lo attacca: «Non faccia il politico»
La Chiesa contro la Lega. E viceversa. Il vicepremier Matteo Salvini esulta per l’approvazione (dopo tante polemiche) del decreto sicurezza bis, e invoca la benedizione della Madonna, con un’immagine postata sulla sua pagina Facebook. E il mondo cattolico insorge. Il web comincia a popolarsi di tanti fogli colorati, cartelli stretti da tante mani. «La disumanità non può diventare legge», c’è scritto su molti di questi. È lo slogan della campagna lanciata da don Luigi Ciotti, fondatore e presidente di Libera, per dire no al decreto sicurezza bis, ora divenuto legge. Sono tanti - ma viaggiano tutti nella stessa direzione -i temi che la Chiesa non riesce proprio a mandare giù. Il ministro dell’Interno - se lo riterrà necessario per motivi di sicurezza - potrà limitare o vietare la sosta e il transito delle navi , con multe fino a un milione di euro per le imbarcazioni delle Ong che non rispetteranno lo stop. Ed è previsto pure l’arresto in flagranza per i capitani (come di recente ha fatto Carola Rackete) che forzeranno i posti di blocco.
Anche in Toscana le reazioni sono arrivate a fiumi, piccoli tasselli di un puzzle molto più grande. E a scendere in campo, tra questa folla, c’è anche l’arcivescovo di Lucca, Paolo Giulietti, uno dei prelati più influenti della regione. Stringe in mano il cartello con lo slogan coniato da don Ciotti, lo sguardo rivolto verso l’obiettivo. «È arrivato da poco – attacca la capogruppo in consiglio comunale del Carroccio, Elisa Montemagni – ma subito il nuovo vescovo Paolo Giulietti, si toglie l’abito talare e indossa quello di un Tambellini (il sindaco Pd di Lucca, ndr) qualsiasi».
Era domenica, quando è stata scattata quella foto, dopo le celebrazioni per il 75° anniversario della morte di don Aldo Mei, trucidato da un plotone di SS. Probabilmente, con quell’immagine, monsignor Giulietti non pensava di fare un torto a nessuno. Lui, il “vescovo camminatore” - che è stato anche stretto collaboratore del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, la Conferenza episcopale italiana - non pensava, forse, di suscitare un simile polverone. Soltanto con una foto, poi. Quando lo raggiungiamo telefonicamente, è in marcia. È alla seconda tappa del cammino di cinque giorni da Lucca al santuario dell’Argegna, in alta Garfagnana . «C’è poco da dire - taglia corto monsignor Giulietti - Condivido il pensiero e la campagna avviata da don Ciotti, a difesa di quei valori cristiani che la Chiesa difende da sempre».
La solidarietà, allora, arriva da più parti. «È uno sconcio che il ministro dell'Interno si affidi alla Madonna per la propria propaganda politica - dicono i sindaci di Lucca e Viareggio, Alessandro Tambellini e Giorgio Del Ghingaro - soprattutto quando non sa nemmeno che la Madonna è rappresentata spesso con un ampio manto aperto perché sotto quel manto accoglie e protegge tutti».
Un altro vescovo, questa volta a Pistoia, si aggiunge al coro dei contrari al decreto sicurezza. «Quello che è successo in Parlamento con il decreto sicurezza - scrive monsignor Fausto Tardelli - dimostra ancora una volta che non automaticamente, necessariamente ed evidentemente, una legge fatta da una maggioranza parlamentare democraticamente eletta, è giusta. Può essere invece profondamente ingiusta, anche se per ipotesi fosse riconosciuta “costituzionale”».
Infine don Massimo Biancalani, parroco di Vicofaro, il prete che ha accolto i migranti nella canonica e al centro di polemiche negli ultimi anni: «Il decreto sicurezza è un provvedimento inaccettabile per chiunque abbia un minimo di umanità e di civiltà. Per questo, siamo pronti alla disobbedienza civile su tutta la linea». Già a suo tempo, il sacerdote entrò in polemica con il vicepremier Salvini. Tutto partì da un post con dei migranti ospiti a Vicofaro. Questa volta, però, c’è molto di più, in gioco. Non un selfie in piscina, ma la vita di persone che rischiano in mare. —
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