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Addio a Toni Morrison, la prima afroamericana a vincere il Nobel
new york. Prima scrittrice afroamericana a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1993, insignita nel 2012 da Barack Obama della Presidential Medal of Freedom, il più alto riconoscimento civile negli Stati Uniti, Toni Morrison ha smascherato banalità e luoghi comuni sulla razza e il razzismo di cui non riusciamo più a comprendere il vero significato e di cui ci ha mostrato quanto fosse necessario tornare ad occuparsi.
«Che regalo respirare la sua stessa aria, anche se solo per poco» dice ora l’ex presidente americano Obama, appassionato del suo “Canzone di Salomone” e che parla della scrittrice, morta ieri a 88 anni a New York, come di un «tesoro nazionale».
Entrati nella storia della letteratura americana i suoi romanzi, pubblicati in Italia da Frassinelli, esplorano la paura dell’altro, la questione dei confini, dei movimenti di massa delle popolazioni e ci mettono davanti a questioni irrisolte che sono tutt’ora al centro del dibattito internazionale. E nel prossimo autunno arriverà nelle nostre librerie “L’importanza di ogni parola” una raccolta dei saggi della Morrison degli ultimi quarant’anni.
Originaria di Lorain, in Ohio, dove era nata nel 1931, Chloe Anthony Wofford, vero nome di Toni Morrison, veniva da una famiglia operaia. In Ohio i suoi genitori erano arrivati dall’Alabama per sfuggire al razzismo. Docente di letteratura inglese e scrittura creativa in diverse università e per molti anni editor della casa editrice Random House di New York, la Morrison è stata nel 1974 l’editor dell’autobiografia di Angela Davis. Nella narrativa aveva esordito nel 1970 con “L’occhio più azzurro” in cui ha raccontato il desiderio di una bambina nera di assomigliare ai bianchi. cui sono seguiti “Sula”, “Jazz”, “L’isola delle illusioni”, “Giochi al buio”, “Canto di Salomone”, “Paradiso”, “Amore”, “A casa” e “Prima i bambini” del 2016. —
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