Il Tirreno

Toscana

La difesa dell’azienda 

«Procedura legale, troppo lungo cercare i singoli che non pagano»

M.L.

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PRATO. Un argomento di difesa è quello del “cassettinaggio”: il volantino in cassetta con l’avviso di mora per tutti i condòmini. A riceverlo nel 2018 sono state 3.512 utenze, l’8% degli utenti di Publiacqua, gestore idrico in 45 Comuni delle province di Firenze, Prato, Pistoia, Arezzo. Ma per Antitrust questo modo di avvisare i clienti della (potenziale) morosità rappresenta un «comportamento aggressivo, non in linea con le disposizioni del Codice del consumo, una minaccia anche nei confronti dei condòmini solventi».

È questo uno dei punti contestati al gestore alla cui rete fanno riferimento quasi 44mila utenze condominiali. Qui la spa dell’acqua si appella al legislatore: «Bisogna superare il sistema di gestione dell’utenza condominiale». «Nel frattempo – sottolinea Matteo Colombi, responsabile delle relazioni esterne – stiamo sperimentando su sei condomini la singolarizzazione dei contatori intelligenti». Ma sono solo sei, appunto. Le utenze condominiali fiorentine hanno una loro peculiarità. Gli amministratori di condominio si rivolgono alle ditte “letturiste” alle quali delegano i pagamenti delle bollette. Ma perché la colpa di un condòmino moroso finisce per ricadere anche su quelli in regola con i pagamenti? Si tratta di un modo errato di agire dice Antitrust. Non solo perché «non risulta alcuna azione volta a conoscere i nominativi dei morosi e a verificare la possibilità di disalimentazione selettiva». Spiegano da Roma che «Publiacqua prosegue l’attività di recupero pregiudiziale sebbene accetti i pagamenti parziali delle società “letturiste” e sia quindi in grado di risalire ai nominativi dei singoli utenti morosi per effettuare solleciti nei loro confronti», chiedendo questi dati all’amministratore del condominio. Ma in questa triangolazione fra gestore, amministratore del condominio e letturista s’innesta la difesa di Publiacqua. «Noi non possiamo sapere chi sono i morosi, non abbiamo rapporti con ditte letturiste – obietta Colombi - L’attività di recupero crediti dovrebbe toccare agli amministratori: hanno titolo per fare decreti ingiuntivi. Perciò ci appelliamo a più senso di responsabilità da parte loro». Ma l’Antitrust sostiene che Publiacqua fosse consapevole dei limiti del sistema. Mostra infatti una corrispondenza fra il responsabile degli affari legali e il responsabile sul recupero crediti. Il primo pone il tema della “convenienza” dei decreti ingiuntivi per recuperare i crediti, il secondo chiede perché «interrompere un processo legalmente ineccepibile per avviarne uno che porterà un estremo allungamento dei tempi di recupero». E si scopre che l’Autorità Idrica Toscana aveva sconsigliato a Publiacqua di proseguire con questi metodi e di evitare le chiusure dei contatori. «Fra i 7 gestori del servizio idrico in Toscana, solo Publiacqua li adotta», dice Ait. Ora, se è vero che in attesa del giudizio del Tar la spa non toglierà più l’acqua, teme un aumento della morosità con ricaduta dei costi in bolletta. «Abbiamo ridotto la morosità, oggi ai livelli minimi del 3% - dice Colombi- grazie anche al “cassettinaggio”». —

M.L.

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