Il Tirreno

Toscana

I divieti dovuti ai fiumi, ma si salva Forte

Cesare Bonifazi

In Versilia sono i corsi d’acqua a causare l’inquinamento quando piove. E il depuratore di Querceta porta benefici

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Curioso: guardando la mappa della costa nord della Toscana si nota come da Viareggio a Marina di Carrara ci siano sparsi divieti di balneazione. Toccati un po’ tutti i comuni, tranne a Forte dei Marmi, in Versilia. Il caso non poteva sfuggire al web, sempre attento e perspicace, e nelle bacheche di Facebook è rimbalzata ovunque un’immagine che suggeriva una sorta di complotto, battute ironiche al seguito. «Come mai a Forte non c’è? ». Contando i Comuni che hanno emesso le ordinanze sembra proprio vero. Ma le cose non stanno realmente così. Se da una parte è vero che Forte è l’unico comune che non ha emesso un’ordinanza di divieto, è anche vero che la situazione è un po’ più complicata. Bisogna intanto tenere conto che il problema dei divieti di balneazione è dovuto alla presenza eccessiva di escherichia coli (batteri fecali) che viene portata in mare dai corsi d’acqua in piena dopo le piogge.

Partendo da Viareggio, il disastro comincia con il canale Burlamacca che sfocia in zona porto. Le rilevazioni di Arpat hanno stabilito che il livello di batteri fecali in quel punto era ben sei volte e mezzo superiore a quello stabilito dalla legge (3255 parti su 500 di limite per 100 millilitri d’acqua). Le correnti hanno trascinato le acque inquinate verso nord (motivo per cui gli stabilimenti balneari della Darsena non sono stati colpiti), tanto che nel punto di rilevazione chiamato “Marina di Ponente”, che si trova a metà della Passeggiata viareggina, le particelle erano a 2005 parti su 500. Un valore che si affievolisce risalendo ancora fino ad arrivare a 782 nella zona sud della Fossa dell’Abate, il corso d’acqua che costeggia il confine tra i Comuni di Viareggio e Camaiore. Qui le acque inquinate hanno incontrato una corrente che le sospingeva verso sud: è per questo che a Lido di Camaiore il divieto di balneazione è presente soltanto in appena 300 metri, in prossimità della Fossa (qui il livello di batteri è arrivato a 1445). Ma il lungomare di Lido è lungo quasi tre chilometri e le postazioni di rilevamento hanno rintracciato valori di escherichia coli inferiori al limite. Stesso ragionamento vale per Marina di Pietrasanta. Il punto incriminato, in cui i batteri sono arrivati a 1013 per 100 ml, si limita a neanche 300 metri (su quattro chilometri) in corrispondenza della zona sud del torrente Fiumetto; mentre per il resto del litorale i valori erano nella norma.

E qui arriva il caso di Forte dei Marmi. Il comune in questione non ha alcun canale che sfocia in mare. Dove ci sono scarichi, questi arrivano nei due corsi d’acqua a sud e a nord: sul Fiumetto, appunto, e sul Versilia. Oltre a questo, la località beneficia da qualche settimana di un nuovo depuratore a Querceta. Un’opera figlia dell’accordo di programma stipulato in Regione e che prevede, entro il 2022, la costruzione di fognature e del raddoppio di depuratori (a Camaiore, Viareggio e Pietrasanta). Motivo che spiega perché non ci sia stato divieto a Forte.

Se si prosegue il viaggio verso nord si trovano poi nuovi divieti: nella provincia di Massa Carrara ci sono 23 punti di rilevazione fissi, soltanto nove sono risultati in regola. Sei sono le postazioni in cui c’è un divieto permanente per motivi sanitari, per gli altri otto solo temporaneo. Su questi ultimi si tiene il fiato sospeso: proprio nella giornata di oggi dovrebbero arrivare i risultati delle contro– analisi di Arpat dei giorni scorsi che potrebbero ribaltare il risultato delle precedenti oppure confermarlo. –

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