Il Tirreno

Toscana

Un brutto segnale se crolla la fiducia nel Terzo settore

Emanuele Rossi

3 MINUTI DI LETTURA





In un articolo sul Corriere della sera di qualche giorno fa, Nando Pagnoncelli ha rilevato come, anche a seguito della vicenda delle Ong nel soccorso dei migranti, la fiducia degli italiani nelle organizzazioni non-profit sia crollata dall'80% del 2010 al 39% di oggi: un discredito che non riguarda soltanto le ong, ma l'intero mondo del Terzo settore, composto da oltre 340 mila organizzazioni. Se il dato è vero, e non viziato dalle vicende delle ong nel Mar Mediterraneo, si tratta di una deriva assai pericolosa. Soltanto qualche mese fa, il Presidente della Repubblica, nella solenne occasione del messaggio di fine anno, aveva affermato che tali realtà rappresentano una rete preziosa di solidarietà e contribuiscono alla costruzione di un'Italia che ricuce e che dà fiducia, poiché suppliscono a lacune o a ritardi dello Stato negli interventi in aiuto dei più deboli, degli emarginati, di anziani soli, di famiglie in difficoltà, di senzatetto. Dopo la riforma del 2017, il Terzo settore viaggia(va) col vento in poppa, e costituiva una delle poche realtà del nostro Paese verso cui gli italiani nutrivano fiducia: nel 2018 Eurispes segnalava un indice di fiducia pari al 65%, di poco inferiore soltanto a Carabinieri e Polizia (Parlamento, Governo e partiti stanno sotto il 25%, per intenderci). Per questo ritengo che la rilevazione di Pagnoncelli non corrisponda alla realtà delle cose: anche perché dubito che tutti gli intervistati abbiano piena consapevolezza di cosa si intende per Terzo settore, non profit, Ong, volontariato, e così via. Nondimeno, il dato va registrato con preoccupazione e merita di essere considerato. Peraltro, l'attuale maggioranza ci ha messo del proprio: e non soltanto per la grave lentezza nel dare attuazione alla riforma del 2017. Si pensi alla cosiddetta tassa sulla bontà (così la definì il presidente Mattarella): una disposizione della legge di bilancio (poi abrogata dopo la reazione del Presidente e di molti altri) con cui si portava dal 12% al 24% la tassazione per le attività svolte da numerosi enti non profit. Successivamente, un decreto-legge ha introdotto un obbligo di trasparenza a carico delle cooperative sociali che svolgono attività a favore degli stranieri (guarda caso!). Da ultimo, un articolo della legge Spazzacorrotti ha equiparato ai partiti politici una variegata serie di fondazioni ed associazioni (non però le società commerciali), per prevedere per esse una serie di misure su contributi ed altre forme di sostegno, insieme ad obblighi di trasparenza e sanzioni. Come diceva Agatha Christie, un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova. Qui siamo dunque alla prova: ma il sondaggio di Pagnoncelli rivela che, forse, il comportamento del Governo ha cambiato anche l'opinione degli italiani. Personalmente, mi auguro che non sia così: perché quel mondo costituisce una delle risorse più importanti del nostro Paese e una delle poche realtà che si prende davvero a cuore i bisogni delle persone più fragili. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web