Il Tirreno

Toscana

Matteo Renzi condannato per danno erariale per una nomina alla provincia di Firenze

Matteo Renzi
◗
Matteo Renzi

Un danno quantificato in 15mila euro: avrebbe nominato un collegio al posto di un singolo direttore. Un altro procedimento per le nomine nello staff del sindaco di persone non laureate. Il legale: "Ricorreremo in appello e siamo fiduciosi che l'esito finale ribalterà questo giudizio"

2 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. La Corte dei Conti della Toscana ha condannato Matteo Renzi per un danno erariale di 15mila euro, in relazione alla nomina nel 2005, quando era presidente della Provincia di Firenze, di un collegio di direzione provinciale in luogo di un singolo direttore generale. Insieme a Renzi, condannati anche i 4 direttori generali e l'assessore al bilancio in carica al momento della nomina. Il danno erariale complessivamente ammontava a 125mila euro ed era stato contestato in parte anche al segretario provinciale dell'epoca, poi deceduto.

Sempre oggi è emerso che Renzi ha ricevuto dalla procura presso la Corte dei conti della Toscana un invito a dedurre per un presunto danno erariale per la scelta di due collaboratori privi di laurea per il suo staff quando era sindaco di Firenze, fatti risalenti al 2009. In questo caso il presunto danno erariale attribuito a Matteo Renzi, coinvolto insieme ad altri due dirigenti, è di 69mila euro.

"Abbiamo immediatamente predisposto appello come avvenuto in analoga circostanza in passato", spiega l'avvocato Alberto Bianchi, legale di Renzi. "Siamo fiduciosi sull'esito finale per ragioni di metodo", poiché, spiega Bianchi, "la condanna è avvenuta senza nessuna richiesta di condanna da parte della procura, e in presenza di una legge che esclude che possa essere sottoposto a giudizio un soggetto che, come nel caso di Matteo Renzi, era rientrato nel processo su ordine del giudice dopo che la procura ne aveva chiesto l'archiviazione".

Quanto alle "ragioni di merito", il legale precisa che sarebbe "paradossale attribuire all'organo politico l'eventuale danno di una decisione amministrativa presa con tutti i visti di regolarità, anche contabile". Quanto all'altro procedimento, su presunto danno erariale per la nomina di due collaboratori nello suo staff quando era sindaco di Firenze, per il quale ha ricevuto un invito a dedurre, Bianchi rileva che "già in passato la Corte dei Conti in appello ha smentito la ricostruzione giuridica della sede fiorentina in primo grado e ha stabilito come non vi sia necessità della laurea per le posizioni di staff del sindaco. Anche in questo caso peraltro è inspiegabile il coinvolgimento dell'organo politico in presenza dei visti amministrativi di regolarità".

Bianchi precisa che i due procedimenti sono gli unici ancora aperti in Corte dei conti contro Renzi: "Siamo certi che anche in questi due casi finirà come già accaduto in altri: in primo grado grancassa mediatica per poi ignorare l'assoluzione o l'archiviazione". "Il senatore Renzi - conclude - auspica che si vada velocemente a concludere il procedimento essendo totalmente convinto della correttezza amministrativa e contabile del comportamento della Provincia di Firenze e del Comune di Firenze".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera