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L’estate dei cantieri su strade e ferrovie: la costa teme la fuga dal mare dei toscani
A giugno persi 2.250 pendolari al giorno sulla Fi-Pi-Li e in Versilia si stimano 7.000 vacanzieri in meno nei fine settimana
Altro che mare, da dieci anni davanti alla costa c’è uno stagno: quello del turismo. Un’economia che non scende né sale. Mentre nel mondo sull’immagine della Toscana da cartolina, quella delle colline, degli agriturismi da sogno e delle città d’arte, tra il 2009 e il 2018 è cresciuta un’onda di presenze, l’economia rivierasca s’è fermata: appena + 0,08% certifica l’Irpet. Anzi il maltempo negli ultimi mesi ha cominciato perfino a prosciugare quello stagno. Tra gennaio e maggio le strutture ricettive hanno perso 285 mila presenze rispetto all’anno scorso (-2,2%), dicono i report del Centro studi turistici di Firenze, e ora albergatori, balneari e sindaci temono che sull’estate 2019 aleggi lo spettro di uno sboom, favorito da un ingorgo di cantieri concentrati tutti sulle maggiori direttrici di partenza per le spiagge e che rischiano di rendere piccole odissee il viaggio verso il mare sia in auto che in treno.
I cantieri tappo
Fino a fine giugno resterà chiusa la linea ferroviaria Lucca-Viareggio. E dal 14 luglio a settembre lo sarà il tratto Pistoia-Montecatini per i lavori di raddoppio. Infine, il timore è che il maxi cantiere aperto fra Ginestra e Montelupo sulla Fi-Pi-Li possa scoraggiare molti vacanzieri del fine settimana, se non addirittura suggerire a chi vive nel cuore della regione di programmare vacanze altrove, non in Versilia o sulla costa pisana o livornese. Non un caso che proprio sulla superstrada, oltre alla petizione aperta dal consigliere regionale forzista Marco Stella per chiedere alla giunta di Enrico Rossi di imporre alle ditte lavori anche di notte, adesso vadano all’attacco anche gli addetti ai lavori. «A maggio e giugno in Versilia, sulla costa apuana e a Tirrenia sono quasi mancati del tutto i vacanzieri tedeschi - dice Laura Natali, albergatrice e responsabile turismo di Confindustria - Stiamo già vivendo una congiuntura negativa causata dal maltempo di questi mesi. Mi chiedo come sia possibile che, sapendo di iniziare i lavori in estate, non si sia scelto di bandire l’appalto prevedendo che in Fi-Pi-Li si lavorasse 24 ore su 24. La Regione faccia almeno questo».
Fuga dalla Fi-Pi-Li
Ma perché si è deciso di varare i cantieri in estate? E che ripercussioni avranno davvero sull’economia del mare? Un effetto è già evidente. Dal 27 maggio, data di inizio lavori, al 16 giugno, il flusso di traffico in direzione mare è passato dai 29.721 veicoli del 2018 a 28.170 nei giorni feriali; sono spariti 1.551 pendolari, un calo del 5,2% nei feriali, mentre nel fine settimana la flessione si è limitata al 2,7% (da 28.009 a 27.242). Ma il calo aumenta man mano che passano i giorni: dal primo al 9 giugno, in media, in direzione mare sono spariti 2.250 auto.
In estate cantieri sicuri
«Scusate - quasi non si trattiene Vincenzo Ceccarelli, assessore regionale alle infrastrutture - Ma se doveste rifare la casa, quando fareste lavorare le ditte? Operare in inverno, col rischio di interruzioni continue dettate dal cattivo tempo, avrebbe reso la Fi-Pi-Li davvero un inferno. Quella in corso è un’opera di manutenzione profonda e l’estate offre molte più ore di luce, dunque maggiore produttività». Ma non si poteva lavorare di notte? Stella dice di ricevere segnalazioni di utenti che parlano di cantieri deserti, senza operai. «Mi chiedo se improvvisamente Stella sia diventato un tecnico. Comunque stia tranquillo: ci avevamo pensato, ma i calcoli dicono che avremmo risparmiato poco più di un mese ma perdendo in sicurezza. E comunque: non stiamo lavorando per creare un danno alla costa, ma per favorirla. E la riduzione di traffico, compensata peraltro dal fatto che alcuni scelgano la viabilità secondaria o l’autostrada Firenze-Mare per raggiungere Pisa o Livorno, non mi pare stia generando un’emorragia dalla costa».
Treno e spiaggia
Se l’economia del mare soffre un momento di crisi, è la tesi di Ceccarelli, non sono i cantieri ad alimentarlo. Proprio il caso del tappo ferroviario per il raddoppio della linea fra Pistoia e Montecatini lo dimostrerebbe. Quel tratto viene chiuso da due anni in estate. E il monitoraggio sui passeggeri per ora ha convinto la Regione di un’evidenza: i toscani non si muovono in treno per raggiungere il mare. Non la maggioranza. Nelle domeniche di luglio dell’anno scorso dalla linea Firenze-Viareggio sono scesi nella stazione viareggina in media di 5.699 passeggeri; nel 2016, senza lavori, erano stati 6.175. Ad agosto, si è passati dai 4.200 utenti domenicali del 2016 ai 3.661 del 2018. Insomma, un calo medio di circa 507 utenti nel fine settimana. Fra sabati e domeniche in prospettiva la Versilia potrebbe perdere circa 7.000 presenze di qui alla fine dell’estate, non una voragine dato che da sola Viareggio macina circa 1 milione di presenze a stagione.
Sconti sui bus
«Certo, Ferrovie promette navette sostitutive - dice Alessandro Del Dotto, sindaco di Camaiore - ma il mare per molti pendolari che utilizzano il treno per raggiungere la Versilia nel fine settimana rischia di allontanarsi. Per questo ci attiveremo per chiedere alla Regionbe due misure subito: avvii una campagna informativa per spiegare quasi saranno i disagi e le alternative. Ma soprattutto chieda a Ferrovie di imporre a Ctt, la società dei bus regionali, di offrire a fiorentini, pratesi, pistoiesi e lucchesi il biglietto a prezzi stracciati. Facciamoli arrivare con il bus se in treno non è possibile».
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