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Etruria: spunta un'inchiesta per bancarotta colposa, fra gli indagati anche babbo Boschi

Etruria: spunta un'inchiesta per bancarotta colposa, fra gli indagati anche babbo Boschi

Chiuse indagini per 17 persone. Il filone riguarda le consulenze affidate fra 2013 e 2014 a studi legali, banche e professionisti nel tentativo di evitare il crac. Resta a Arezzo udienza falso prospetto

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AREZZO. Proprio alla vigilia di una nuova udienza preliminare per il filone del falso in prospetto, fissata per stamani e che vede imputati l'ex presidente Giuseppe Fornasari, l'ex dg Luca Bronchi e il dirigente Davide Canestri, la procura di Arezzo ha notificato 17 avvisi di conclusione indagini dove si ipotizza l'accusa di bancarotta colposa nei confronti di tutti i componenti dell'ultimo consiglio di amministrazione di Banca Etruria e degli ultimi 2 direttori generali, lo stesso Bronchi e Alfredo Berni. Il Cda coinvolto è quello presieduto proprio da Fornasari che aveva tra i suoi vice Pierluigi Boschi, il padre dell'ex ministro Maria Elena Boschi.

Questo filone dell'inchiesta, sempre comunque legato alle vicende dall'ex istituto aretino, riguarda le consulenze affidate, dal dicembre 2013 e nel 2014, a studi legali, banche e professionisti, tutti in qualche modo coinvolti nella ricerca di un partner per la banca, già in forti difficoltà, come indicato nella relazione degli ispettori della Banca d'Italia, i cui problemi rischiavano senza un'alleanza di diventare, come poi in successo, irrisolvibili.
Il procuratore capo di Arezzo Roberto Rossi, che coordina le indagini su tutti i diversi filoni d'inchiesta, contesterebbe a tutti i 17 destinatari dell'avviso lo spreco di denaro, alcune centinaia di migliaia di euro, della banca.

Ora Fornasari, Boschi e gli altri destinatari della notifica, hanno 20 giorni di tempo per chiedere al pm di essere interrogati o per produrre memorie scritte e altri atti. Poi il gup deciderà l'eventuale rinvio a giudizio, e quindi il processo anche per Boschi, o l'archiviazione. Tra l'altro questo, secondo quanto appreso, sarebbe l'ultimo filone d'inchiesta che vede coinvolto Boschi: fino ad oggi, negli altri filoni, la sua posizione è sempre stata stralciata o direttamente archiviata a partire proprio dal procedimento sul falso in prospetto.

All'udienza preliminare di stamani l'avvocato Luca Fanfani, difensore di Canestri, ha sollevato un'eccezione di competenza territoriale facendo notare che la Consob ha sede a Roma. Il gup Ilaria Cornetti si è riservata la decisione e quando, nel pomeriggio, è tornata in aula, ha rigettato la richiesta: il processo resta ad Arezzo ed è ripartito proprio da dove si era interrotto per la ricusazione del precedente giudice, il gup Fabio Lombardo, cioè dalla costituzione delle parti civili. Il giudice ha disposto la loro ammissione. Per l'accusa i risparmiatori al momento della sottoscrizione dei titoli, non sarebbero stati informati correttamente sulla reale situazione della banca che, tra l'altro, non avrebbe fornito i dettagli alla Consob al momento della richiesta di autorizzazione all'emissione e al collocamento delle obbligazioni subordinate. La prossima udienza è fissata per il 21 giugno, le conclusioni potrebbero arrivare in quella successiva del 12 luglio prossimo.

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