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Assenteismo, non ci saranno i licenziamenti

Assenteismo, non ci saranno i licenziamenti

Per un vizio di forma la corte d’appello annulla le decisioni di primo grado a carico di 13 dipendenti della prefettura: 8 condanne e 5 assoluzioni

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pistoia. Da quattro a sei mesi di pena e multe di alcune centinaia di euro. Alla fine al processo d’appello se la sono cavata con una punizione non eccessiva gli otto condannati su 13 imputati (5 assolti), per il reato di truffa relativamente ai casi di assenteismo dal posto di lavoro alla prefettura di Pistoia. I condannati rischiavano anche il licenziamento in tronco, ma non sarà così perché le condanne di primo grado per la violazione della Legge Brunetta, relative al reato di falsa attestazione della presenza in servizio, sono state annullate per un vizio procedurale. E ormai, con l’incombente prescrizione, non sarà possibile iniziare da capo un nuovo processo.

I giudici fiorentini hanno dunque annullato le condanne inflitte in primo grado ai 13 imputati, rinviando alla procura di Pistoia gli atti affinché chieda nuovamente il rinvio a giudizio per il reato di falsa attestazione della presenza in servizio, mentre hanno proceduto per il solo reato di truffa aggravata.

Come detto, cinque le assoluzioni, perché il fatto non sussiste, per Sergio Rivetti, Maurizio Di Pietro, Anna Anastasio, Dennis Cornforth ed Elena Battaglini (tutti condannati in primo grado).

Quindi, le 8 condanne, con pene notevolmente ridotte, anche perché i giudici hanno ritenuto che i fatti contestati fossero di minore gravità rispetto a quella sostenuta in primo grado: 6 mesi e 300 euro di multa per Maurizio Fusario, Loredana Iraci e Anna Maria Gallo; 4 mesi e 200 euro di multa per Elio Flosi, Isabella Illari, Antonella Sebastiani, Roberto Andreozzi e Simonetta Mercadante.

L’inchiesta che aveva portato ad iscrivere nel registro degli indagati 49 dipendenti della prefettura (al tempo in piazza del Duomo a Pistoia) era stata avviata nel 2011 in seguito ad un esposto in cui si faceva presente il sospetto comportamento da parte di alcuni impiegati. I controlli dei carabinieri, anche con l’uso di telecamere spia, erano andati avanti dal 18 maggio al 31 ottobre del 2011. Di vari tipi i comportamenti anomali contestati, ma soprattutto l’uscita in orario di lavoro senza passare il badge elettronico o affidandone la timbratura ad un collega. —

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