“Ale-jet” vede Dumoulin in rosa «E’ lui il favorito, ma Nibali c’è»
intervista a petacchi che commentera’ il giro per la rai
VIAREGGIO. Al Giro d’Italia è uno dei corridori che ha vinto di più. Soprattutto in volata. Tanto da meritare il soprannome di Ale-jet. Da quattro anni Alessandro Petacchi, spezzino di nascita ma versiliese di adozione, ha appeso la bici al chiodo, pur continuando a gravitare nel mondo del ciclismo. Ma quest’anno tornerà al seguito della corsa a tappe negli inediti panni di commentatore tecnico per la Rai. Sarà infatti lui, insieme al giornalista Andrea De Luca e allo scrittore Fabio Genovesi, una delle tre “voci” della telecronaca diretta di Raisport in onda tutti i giorni dalle strade del Giro.
Petacchi, che Giro sarà questo che inizia oggi?
«Sarà un gran bel Giro perché, a parte Froome e Thomas, quest’anno al nastro di partenza ci sono davvero tutti i grandi nomi del ciclismo. L’elenco dei pretendenti alla vittoria finale raramente è stato così ricco e autorevole».
Dove potrebbe decidersi, a tuo giudizio?
«Come ormai accade da alcune edizioni a questa parte, credo che il Giro d’Italia possa decidersi nell’ultima settimana. Le tappe più impegnative in assoluto sono concentrate nel finale e anche il tracciato disegnato quest’anno lascia immaginare che la differenza la faranno i tapponi di montagna. Però già il prologo tutto in salita da Bologna a San Luca sarà difficile: saranno solo 8 chilometri, ma con certe pendenze bisognerà essere subito in forma per non accumulare ritardi che potrebbero rivelarsi decisivi. E poi, a metà Giro, c’è la cronometro di San Marino che potrà fare la differenza. E che sembra essere stata studiata appositamente per Dumoulin».
E’ lui il grande favorito di questo Giro?
«E’ un corridore completo che è forte sia in salita che a cronometro. E questo, in una corsa a tappe come il Giro, è importante. Se poi si tiene conto che lo scorso anno è arrivato secondo al Giro e secondo al Tour, è difficile non ritenerlo uno dei favoritissimi».
E poi chi dovremo tenere d’occhio?
«Sicuramente sta andando molto forte lo sloveno Roglic che ha vinto al Giro di Normandia ed è un corridore che a cronometro va. Peccato per il colombiano Bernal che si è rotto una clavicola e ha dovuto dare forfait proprio all’ultimo: mi sarebbe proprio piaciuto vederlo all’opera, perché è un giovane di talento che secondo me a breve potrà vincere il Tour de France. Da classifica vedo anche Landa, che è in ottime condizioni e può dire la sua. Senza dimenticare Yates, che lo scorso anno ha buttato via il Giro ma poi ha vinto la Vuelta in Spagna. E poi c’è il nostro Nibali, che all’ultimo Tour of the Alps ha dimostrato di esserci ed ha la maturità e l’esperienza giuste per fare qualcosa di importante anche nell’ultima settimana».
Altri italiani fra i favoriti oltre a Nibali?
«Purtroppo oltre a lui non vedo altri nostri corridori da classifica. Nelle volate può far molto bene Viviani, ha una buona squadra e i compagni giusti. Ma per la vittoria finale possiamo sperare soltanto in Nibali».
Claudio Vecoli
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