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Paralizzato dopo la rapina: mi candido contro le barriere
Accoltellato da un bandito: «Mi ha spezzato la vita». Ora vuole impegnarsi per rendere più accessibile la sua città
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«Perché mi candido al consiglio comunale della mica città? Per migliorare le condizioni di vita delle persone disabili, per rendere più accessibili i luoghi di Agliana per tutti coloro che come me sono costretti a spostarsi in sedia a rotelle. Ma anche per le mamme che accompagnano i figli col passeggino». Parte da qui la battaglia di Gian Michele Gangale, che ha deciso di candidarsi nella lista di Fratelli d’Italia per le amministrative. Gangale – che a giugno compirà 42 anni – è rimasto paralizzato dal collo in giù dopo essere stato accoltellato da una banda di rapinatori che la mattina del 24 gennaio 2013 si sono introdotti nella casa in cui viveva a Buriano, sulle colline di Quarrata. Da quel giorno per Gian Michele è cambiato tutto. Dopo l’aggressione ha vissuto per qualche anno ad Agliana prima di trasferirsi a Quarrata. Nel frattempo sono giunte le condanne. Il tribunale ha stabilito anche i risarcimenti, che la vittima non ha mai incassato: i condannati sono nullatenenti.
Cosa ricorda di quella mattina di gennaio del 2013?
«Il ricordo è svanito. È stato tutto talmente rapido che non me ne sono accorto. Ero in casa, il luogo in cui una persona si sente protetta. Alla prima coltellata ho perso conoscenza, poi mi sono ritrovato all’ospedale. All’inizio non mi hanno detto tutta la verità. Il giorno prima ero una persona come tutte le altre. Avevo 35 anni e quello che è accaduto mi ha spezzato la vita».
Cosa è successo dopo?
«Tutto è cambiato. Essere una persona autonoma e ritrovarsi di punto in bianco a non poter fare più nulla è dura: non puoi lavorare e non puoi nemmeno accarezzare tua figlia. Dipendi sempre e per tutto dagli altri: è brutto e alcune volte umiliante. Non ho potuto più lavorare. Montavo impianti elettrici e fotovoltaici, un lavoro molto manuale. Ho sempre lavorato, spesso anche nei giorni festivi, e ho sempre pagato le tasse. Avevo anche ottenuto un finanziamento per ristrutturare la casa di Buriano. Da quel momento, però, niente è stato più semplice. E i miei familiari sono costretti ad assistermi costantemente».
Com’è cambiato il suo modo di vedere il mondo?
«Prima non mi rendevo conto delle difficoltà che incontrano i disabili. Basta che qualcuno lasci un’auto in sosta 5 minuti sulle strisce pedonali e non puoi attraversare la strada. C’è molta ignoranza tra le persone, soprattutto da parte di chi sfrutta i tagliandi per disabili di un parente che magari non c’è più per occupare spazi che non gli spetterebbero».
È per questo che ha deciso di impegnarsi in politica?
«Vorrei rendermi utile nella battaglia contro le barriere architettoniche. Vorrei migliorare l’accessibilità nei luoghi pubblici. Spesso mi capita di trovarmi in vicoli in cui è impossibile passare con una sedia a rotelle. Non ho potuto nemmeno accompagnare mia figlia Francesca di 2 anni dal pediatra perché non riesco a raggiungere l’ambulatorio con la carrozzina. Per questo ho deciso di impegnarmi per rendere più accessibile Agliana sia per le persone come me sia per chi accompagna il proprio figlio con un passeggino. Un’altra battaglia che voglio portare avanti è quella per i risarcimenti per tutte le persone vittime di reati».
Perché ha scelto di candidarsi con Fratelli d’Italia?
«Perché mi fido di Maurizio Ciottoli (coordinatore di FdI ad Agliana, ndr) con cui in questi anni ho stretto un rapporto di amicizia. Quando ho avuto bisogno Maurizio mi ha aiutato, non solo nel suo ruolo di consigliere comunale, ma anche personalmente, quando ha avuto la possibilità. Ha provato a fare qualcosa per me e per chi è disabile come me. A parte lui, la politica in generale per me non si è mossa».
In questi ultimi anni si è sposato e ha avuto una figlia.
«Io e mia moglie Lidiya ci siamo sposati nel 2015 e a marzo 2017 è nata nostra figlia Francesca. Penso che tutte le persone come me debbano continuare a vivere e costruirsi una famiglia. Desidero solo una vita normale, anche se è difficile».
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