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Sanità, al posto di Calamai martedì arriva Tomassini il manager taglia-attese

Sanità, al posto di Calamai martedì arriva Tomassini il manager taglia-attese

Nove volte direttore generale a Cisanello, ora Rossi potrebbe puntarci per esportare in tutta  la Toscana il sistema delle visite  date a 72 ore dalla prenotazione

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FIRENZE. «È servito un domino di manovre di potere perché ai vertici della sanità toscana arrivasse il migliore», quasi sospira un dirigente della Direzione diritti di cittadinanza e coesione sociale dell’assessorato regionale alla salute. Uno di quelli che faceva da collettore ai malumori cresciuti in questi mesi intorno al polso d’acciaio e la visione accentratrice di Monica Calamai, la super manager licenziata da Enrico Rossi pochi giorni fa causa «voci insistenti» su una sua partenza per il Lazio. 

Così Carlo Tomassini martedì firmerà il suo nuovo incarico sapendo di avere dalla sua la fiducia di un team che ultimamente si era sfrangiato intorno alla figura della lady di ferro, rimasta per anni una fedelissima del governatore fino alla rottura di pochi giorni fa. Il nuovo capo della struttura decisionale dell’assessorato guidato da Stefania Saccardi arriva da nove anni alla guida dell’Azienda ospedaliera e universitaria pisana portandosi dietro la fama di mediatore e soprattutto quella di “inventore” dell’Open access, il metodo con cui ha azzerato le liste d’attesa per la maggior parte delle visite specialistiche e gli esami nella provincia di Pisa.

Sì, azzerato. Perché ora per oltre 250 mila utenti, queste prestazioni, se alla prima visita, si attende appena 24-72 ore dalla prenotazione. Un metodo che, con Tomassini, adesso Rossi potrebbe decidere di esportare in tutta la Toscana. Sebbene finora Saccardi abbia incontrato resistenze nelle Asl, ora potrebbe avvalersi delle doti da mediatore di Tomassini. «L’uomo delle diavolerie che risolvono i problemi in sanità», lo chiama Rossi.

Che ieri ha ribadito che con Calamai «non è stato un problema personale: quando si comanda un'azienda con 55mila dipendenti l'interesse deve essere quello della collettività, l'importante era dare stabilità di governo e quello che ho fatto lo ritengo un atto di responsabilità». Insomma, con Calamai la sanità Toscana sentiva troppe scosse telluriche.
 

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