Il Tirreno

Toscana

Benvenuti a Bugliano, il Comune finto che ci fa ridere. Ecco come...

Carlo Venturini
Benvenuti a Bugliano, il Comune finto che ci fa ridere. Ecco come...

Su Twitter esiste un Comune in provincia di Pisa dove alle sagre si paga il pollo con la tessera del reddito di cittadinanza, dove le case popolari si assegnano tirando i dadi e dove non prendi la residenza se sei celiaco. Sempre che sia vero...

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PISA. Oggi e domani a Bugliano si tiene la sagra del pollo (probabilmente arrosto). Una mera coincidenza che un paio di giorni fa sulla SP43 un camion di pollame si sia ribaltato dopo un incidente con un’auto e che i vigili del fuoco siano intervenuti «prontamente sul posto». Comunque, per agevolare tutti (e lo smercio del pollo) è ammesso il pagamento anche con la tessera del reddito di cittadinanza.

C’è solo da fare attenzione. La sagra del pollo non è a Bugliano di Barga. È a Bugliano Bugliano. Quell’altro paese, sempre in Toscana. Quello, però, che non è segnato sulle mappe. Quello con lo strano consiglio comunale che di solito si convoca per la conta dei presenti e degli assenti, i saluti, le varie eventuali. Poi lo scioglimento. Sì proprio quello. Dove dal fruttivendolo si litiga perché chiedi il cocomero e ti danno una fetta di anguria. È il Comune dove non è difficile avere qualche cosa da fare. Quando non c’è la sagra del pollo, c’è la festa dell’Autovelox: ti impongono la strada dove passare minimo a 70 all’ora, con l’unico mezzo con cui si può circolare a Bugliano, l’Ape Piaggio.



Non è difficile capire perché. Avere la patente per l’Ape è uno dei requisiti per ottenere la residenza in questo paese che non sta in Lucchesia, ma in qualche posto fantastico del Pisano. Come facciamo a a essere sicuri che sia nel Pisano anche se non è sulle mappe? Ma è la logica che ci guida verso questo paese che esiste su Twitter e sui blog. Infatti per essere buglianese (nel Pisano) e avere la residenza bisogna non essere nati a Livorno. E bisogna non essere celiaci. Non basta dichiararlo a voce: servono i certificati.

Certo, il rischio, per chi è forestiero, è confondere Bugliano di Pisa con Bugliano di Barga, nella Media Valle del Serchio, fra Lucca e la Garfagnana. A Bugliano lucchese risiedono 18 abitanti, dei quali dieci sono maschi e i restanti sono femmine. C’è un vedovo e nessun divorziato e l’economia principale sembra sia quella dell Airbnb. La Bugliano pisana, che c’è (forse), ma non si vede (di sicuro), invece, ha un’economia basata sulla barbabietola da zucchero. Questo potrebbe aiutare.



C’è anche un altro elemento. Bugliano nel pisano, sta spolando su twitter: da quando è comparsa pochi giorni fa ha oltre 7mila follower. E ha già ottenuto un successone su un blogspot. Un successone reale, altro che virtuale, grazie a chi lo ha lanciato nel mondo social. Meglio di una passeggiata (o in ritorno) in Second Life. Il blogger o i blogger che curano l’immagine di Bugliano di Pisa sono dei grandi mattacchioni, ma di immagine se ne intendono. E anche di politica, a dire il vero.

Hanno fatto eleggere un sindaco di sinistra che fa della trasparenza il suo vessillo «perché con le multe ci paghiamo le rate della Panda municipale» e tutti devono poter essere connessi e partecipare alla vita del Comune collegandosi dal proprio cellulare. Infatti «i nostri sistemi funzionano meglio della piattaforma Rousseau» di M5S. Qui il Movimento grillino, in effetti, risulta all’opposizione, con la Lega e si respira aria di accoglienza: le case popolari si assegnano tirando ai dati e «il comune è disponibile ad accogliere 48 migranti della nave #ong #Mediterranea». Però, c’è un monito alle signore un po’impertinenti e troppo accoglienti. Quando sono arrivati due senegalesi hanno iniziato a portare in dono mutande pretendendo di prendere le misure una volta indossate. Creando scompiglio.

Per fortuna ci sono sempre vigili o militari che sedano intemperanze e liti, come quella fra la commerciante Gina che al mercato ha tirato un cencio bagnato sul muso del consigliere leghista Matteo Doroteo che ha tentato di pagare le mutande di cotone con due schede telefoniche in lire al grido di “Basta euro”. Mentre il consigliere #M5S ha chiesto una convocazione straordinaria per l’ordinanza che obbliga i cittadini a portare l’ombrello durante l’irrorazione delle scie chimiche. Per Fabio Buggiani non è facile essere il sindaco Pd di questo Comune inventato, tra Fauglia e Collesalvetti.

Chi ha inventato e anima il blog, è sicuramente un pisano. Troppe le molliche digitali che lascia della sua pisanità sia per le foto postate che per il dialetto. Lo stile inoltre, occhieggia ad altre pagine Facebook di satira cittadina pisana come “Il Syre comunica cose” con 15mila follower e “Filippeschi comunica cose” pagina usata anche dal candidato sindaco del Pd Andrea Serfogli. Si disse che quelle pagine furono create dai dissidenti del Pd, i non renziani che esprimevano il loro sapido dissenso sul web, in forma anonima, in modo da poter mantere poltrone e incarichi. Ma risalire all’identità dell’ideatore di Bugliano di Pisa non è facile.

«La può rivelare solo Google – dice Maurizio Martinelli dello Iit-Cnr e del laboratorio di Cybersecurity del Cnr – perché la piattaforma usata è quella del Blogspot che è stata comparata da Google qualche anno fa». Secondo l’esperto di informatica del Cnr, «il creatore di questo blog accede con la propria mail quasi sicuramente usando un account gmail che è di Google». Lo stesso account inoltre, può essere falso. Ma perché il Comune di Bugliano non ha anche una pagina Facebook? «Il blogspot dà molta più libertà. A volte fin troppa. Su Facebook le cose stanno cambiando in fretta e i controlli su sicurezza e privacy stanno diventando stringenti. Su blogspot chiunque può aprire un blog e creare un fake. Posso aprire un fake di Giorgio Armani salvo poi i problemi legali di eventuali ricorsi del marchio».

C’è da chiedersi dunque, chi detenga il “brand” di Bugliano. Forse i residenti del vero Bugliano o il Comune di Barga che per ora, però, non hanno protestato. Curiosando sull’account Twitter, Martinelli trova che il sedicente Bugliano segue un altro fake; anche questa volta è un Comune. Si tratta del Comune di Baranto e come quello pisano ha logo, stemma, corona turrita simbolo dei comuni italiani. «È assai probabile che il creatore del falso comune pisano sia tra coloro che lo stesso fake segue». La caccia è aperta.

Carlo Venturini
 

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