Banca Etruria, sequestro milionario tra ville e terreni degli imputati
Il tribunale ha previsto il sequestro conservativo dei beni per sedici imputati nel processo sul crac dell'istituto di credito: l'obiettivo è garantire l'eventuale risarcimento alle parti civili
AREZZO. Scatta un maxi-sequestro conservativo su circa 80 immobili - tra case, fabbricati e terreni - prima del processo sul crac della Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio (Bpel) che comincerà il 2 aprile ad Arezzo con 26 imputati. I beni appartengono a 16 di loro, non a tutti.
Il sequestro è stato deciso dal tribunale penale della città toscana accogliendo l'istanza del commissario liquidatore dell'ex Etruria. Tra gli imputati colpiti dal provvedimento figurano ex membri del cda e revisori di Banca Etruria, fra cui l'ex presidente Lorenzo Rosi e l'ex vicepresidente Giorgio Guerrini. Sotto sequestro anche i patrimoni di Franco Arrigucci, Mario Badiali, Federico Baiocchi Di Silvestri, Alberto Bonaiti, Piero Burzi, Paolo Cerini, Giovanbattista Cirianni, Giampaolo Crenca, Enrico Fazzini, Augusto Federici, Giovanni Inghirami, Alberto Rigotti, Carlo Polci, Carlo Platania.
Ma perché il sequestro conservativo? Per garantire le parti civili. Il valore complessivo degli immobili sequestrati ammonta a svariati milioni di euro e corrisponde alla cifra che potrebbe venire stabilita nel processo per eventuali risarcimenti. Somme che, spiegano i giudici, singolarmente i singoli imputati non sarebbero - in caso di condanna - in grado di sostenere. Non solo: i giudici disponendo il sequestro conservativo valutano certamente "l'incapacità patrimoniale in rapporto all'entità del credito".
Ma gli stessi rilevano anche che, in tali casi, non va esclusa che la condotta del debitore "possa far fondatamente temere atti di depauperamento del patrimonio" riferendosi a potenziali atti di sottrazione che potrebbero pregiudicare le aspettative delle parti civili. Il tribunale osserva pure che "l'elevato ammontare delle pretese creditorie avanzate dalla parte civile nei confronti di ciascuno - quasi tutte sull'ordine di vari milioni di euro - rendono estremamente improbabile, e di fatto allo stato impraticabile, che ciascun patrimonio individuale manifesti attuale capacità alla relativa integrale soddisfazione".
Così, pregiati casali di campagna, appartamenti in palazzi di città e terreni ad alto valore agricolo e paesaggistico sono ora "congelati". Sono beni situati soprattutto in Toscana ma anche in Valtellina, in Calabria, a Roma, in Umbria a Città di Castello (Perugia), a Milano. La richiesta di sequestro era stata presentata dal commissario dell'ex Bpel dopo l'udienza preliminare.
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