Il Tirreno

Toscana

L’INTERVISTA ALL’ASSESSORA BARNI 

«Mi dispiace per le donne ancora restie a declinare le cariche al femminile»

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firenze. «È la lingua che costruisce la cultura. Perciò abbiamo voluto le linee guida per un linguaggio non sessista negli atti amministrativi». Così Monica Barni, vicepresidente della Regione, spiega l’iniziativa appena adottata.

Il decalogo per una lingua amministrativa contro le differenze di genere non è l’unica iniziativa della Regione.

«Esatto. Si inquadra all’interno di azioni di politiche di genere e di contrasto alla violenza che vanno dai corsi di formazione alle tesi di laurea. Sono misure per costruire una svolta culturale sempre più necessaria per riaffermare le differenze e diritti che avevamo dati per scontati e che non lo sono più per niente. Infatti lavoriamo molto anche nelle scuole».

Perché un decalogo su come scrivere gli atti nella pubblica amministrazione?

«Da linguista riconosco che è la lingua che costruisce la cultura. Quindi è bene che anche attraverso la lingua si possano sottolineare le differenze di genere. La Regione lo fa con un documento non solo politico, ma anche con una ricaduta operativa. Perciò con l’assessore al personale Vittorio Bugli abbiamo deciso di proporre le indicazioni per redigere i documenti amministrativi».

Pensa davvero che con questa iniziativa si possano risolvere i problemi della disuguaglianza di genere?

«Risolvere è una parola impegnativa. Ma è necessario che lo sforzo di superare le differenze di genere si riflettano anche sulla lingua. In italiano il maschile e il femminile devono essere usati allo stesso modo. Si deve smettere di usare il maschile come neutro per indicare anche il femminile. In italiano, il neutro non esiste».

Però esistono donne che non amano declinare al femminile parole nate al maschile.

«E questo mi fa dispiacere. Rispecchia un retaggio culturale secondo il quale l’autorevolezza è legata al maschile: un concetto che a noi donne fa male, ma culturalmente ancora presente. È lo stereotipo che “se vale è maschio”». —

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