Il Tirreno

Toscana

500 incendi domestici in 2 mesi: case distrutte e morti da cortocircuito

Maria Lardara
500 incendi domestici in 2 mesi: case distrutte e morti da cortocircuito

In Toscana i vigili del fuoco costretti a 8/9 interventi al giorno con feriti di solito anziani. Impianti elettrici non a norma e distrazioni fra le cause principali 

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La pentola viaggia per conto suo. Il proprietario ha sbattuto la porta di casa lasciando il fornello acceso. E i suoi due cani. La cucina va in fiamme, i vicini se ne accorgono e chiamano i vigili del fuoco. L’incendio scoppia a Pontedera il 28 febbraio e sfiora la tragedia. Il morto, invece, c’è il 3 marzo. In un appartamento a Pistoia: un uomo di 82 anni. Incendio in appartamento causato da probabile cortocircuito al frigorifero. L’ultimo di una lunga serie in Toscana. Le fiamme fra le mura domestiche hanno dato molto lavoro ai vigili del fuoco nei primi due mesi dell’anno: da Massa a Grosseto, da Livorno a Firenze passando per Prato, sono stati circa 500 gli interventi negli appartamenti in tutta la regione. Il motivo della chiamata al 115 è sempre lo stesso: incendio o principio d’incendio. E i feriti non mancano mai. Non di rado neppure i morti.

MENO INCIDENTI

DA TERMOCOPERTE

In principio era la termocoperta a causare gli incendi anche mortali. Scaldava il sonno degli anziani ma guai a dimenticare la spina inserita nella presa per tutta la notte: a innescare la miccia ci voleva un attimo. Oggi la coperta elettrica fa meno danno. E forse meno paura. Non è più la causa principale degli incendi domestici. «Oggi le termocoperte sono una causa meno frequente – ammette il direttore regionale dei vigili del fuoco, l’ingegner Giuseppe Romano - Potrebbero esserci varie spiegazioni: forse si utilizzano meno coperte elettriche o forse sono realizzate meglio rispetto al passato. O si fa più attenzione a leggere le istruzioni per l’uso».

corto circuito

La metà degli incendi è dovuta comunque a cause di natura elettrica. E tra le cause elettriche più comuni, il cortocircuito (due fili scoperti vengono a contatto così da formare la scintilla) e il sovraccarico di corrente che si verifica, ad esempio, quando una stufa elettrica con molta potenza viene attaccata su una presa non idonea. La presa si scalda, fa sciogliere la plastica e fa divampare la fiamma. E il restante 50%? «L’altra metà degli incendi domestici – prosegue Romano - è dovuta ad altri fattori come fornelli lasciati accesi, l’olio che prende fuoco, sigarette che rimangono accese in camera da letto, fiamme libere in casa o camini non funzionanti». La primavera è alle porte e gli incidenti dovrebbero diminuire se è vero che, dicono gli esperti dalla sede regionale dei vigili del fuoco, «esiste una stagionalità di questi incendi legata all’utilizzo improprio di impianti per il riscaldamento come le stufe elettriche».

LUCCA, MAGLIA NERA

Una coppia di giovani si sveglia nel cuore della notte. Gola secca e puzza di bruciato. La loro casa sta andando in fiamme. Ai vigili del fuoco diranno di stare bene ma due ore dopo finiscono all’ospedale (lui in rianimazione). L’incendio di Torre del Lago, raccontato dal Tirreno, risale al 27 febbraio. A Lucca e provincia, nei primi due mesi dell’anno, è scoppiato un incendio domestico ogni 3.900 abitanti. Un centinaio di interventi, gli stessi che contano nella città metropolitana di Firenze che però rispetto alla Lucchesia di residenti ne ha quasi il triplo. «Dobbiamo tenere conto della conformazione geografica della provincia di Lucca – puntualizza Romano - in Garfagnana il clima non è certo paragonabile a quello di Livorno». Nel capoluogo labronico sono stati 25 i principi d’incendio o incendi veri e propri, 30 a Massa Carrara, 40 a Grosseto e 50 a Pistoia (dati provinciali), a Pisa sono già 70 in due mesi e poco più. «Sono numeri indicativi, in linea con il trend del 2018, che andrebbero analizzati bene anche in rapporto al numero della popolazione residente», precisa Romano.

PRATO E I CINESI

Nella città a forte immigrazione cinese, dove nel 2013 andò a fuoco una confezione e morirono sette operai (la tragedia di Teresa moda), non suona un campanello d’allarme legato agli incendi domestici. «Da un punto di vista statistico – dicono dal comando regionale dei vigili del fuoco - non abbiamo un’evidenza particolare». Le fiamme in appartamento, dall’inizio del 2019, hanno riguardato 25 casi.



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