Il Tirreno

Toscana

la segretaria dem in toscana 

«Zingaretti può dare unità al Pd ora alleanze larghe nelle città»

Mario Neri
«Zingaretti può dare unità al Pd ora alleanze larghe nelle città»

La renziana Bonafè pronta a rivedere gli organi del partito dopo le primarie «Ma prima dei posti discutiamo di temi, e il partito non scarichi Matteo Renzi»  

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. «Con Zingaretti dobbiamo lavorare per l’unità, perché sono le divisioni ad averci fatto perdere le città in questi anni», dice Simona Bonafè, la renzianissima segretaria toscana del Pd.

Bonafè, gli zingarettiani definiscono la vittoria di domenica una slavina sul renzismo. Ha riflettuto sulle dimissioni?

«Partiamo da un dato: domenica ha vinto il Pd, sono entusiasta per la grandissima partecipazione: ci dice che non è affatto morto, anzi è l’unica alternativa alle forze di governo. Ma attenzione: il congresso regionale c’è stato tre mesi fa e ho vinto con il 65%, non è trascorsa un’era politica».

Quindi non si dimette?

«Il Pd rispetta le autonomie territoriali. E dopo la vittoria io non ho chiesto alle segreterie territoriali di bilanciare gli equilibri in base all’esito di quelle primarie».

Dunque, non riorganizzerà la segreteria?

«Tutt’altro. Con altrettanta chiarezza, nonostante avessi il 65%, già tre mesi fa avevo aperto alla minoranza. A maggior ragione dopo il risultato di domenica dobbiamo tutti sentire il peso della responsabilità di quella grande partecipazione. Quindi sono disponibile a lavorare insieme».

Cosa offre, vicesegreteria, deleghe?

«Ripartiamo dai contenuti. Poi se vogliono 3 o 6 deleghe o il vicesegretario non so, non ci siamo ancora visti».

Le chiedono di spostare la linea a sinistra.

«Apriremo una discussione negli organi. Sono la prima a sostenere che più che di posti, dobbiamo parlare di temi».

Fin dove potete spingervi con le alleanze?

«Resto convinta della vocazione maggioritaria, è il punto di arrivo, ma dobbiamo prendere atto che non siamo più autosufficienti. Abbiamo già approvato un documento che chiede ai sindaci di costruirle più ampie possibili, dalla sinistra ai moderati alla società civile».

Come sceglierete il candidato per le Regionali. Eugemio Giani chiede le primarie.

«Non voglio sentir parlare di candidature per le Regionali finché non abbiamo affrontato Comunali e Europee. Il risultato delle primarie ci dà speranza, ma le elezioni da vincere sono quelle».

Nell’era di Renzi il Pd ha perso quasi tutte le città. Come si contrasta la Lega?

«La Lega è forte dove le persone stanno peggio, dove è più forte il senso di insicurezza, sia economica che identitaria. Ma i toscani non hanno bisogno della propaganda di Salvini. Ha promesso 600 mila rimpatri, siamo a cifre ridicole. Noi dobbiamo dare risposte concrete ma chiediamo al ministro più agenti, telecamere, fondi per riqualificare le piazze. E lavorare per dare risposte alle fasce sociali in crisi. Lavoro e sviluppo. E infrastrutture. Darsena Europa, Tirrenica sono strategici per la costa, ma rischiano di restare fermi per colpa di Toninelli».

Il reddito di cittadinanza è una misura contro la povertà o assistenzialismo?

«Assistenzialismo allo stato puro. Non aiuta a trovare lavoro e non lo creerà. L’Ocse ci dice che la manovra è recessiva, aumenterà il debito senza creare sviluppo. Verrà pagata aumentando l’Iva, la tassa più iniqua perché ricade su tutti».

Ha sentito Renzi?

«Ci siamo messaggiati. Ha fatto bene a farsi da parte alle pèrimarie, ha permesso non si tenesse un congresso su renzismo e antirenzismo. Ma il partito ha ancora bisogno di lui».

La vittoria di Zingaretti come cambia i rapporti fra Pd e il governatore Rossi?

«Be’, ancora ieri ha teorizzato la necessità di superare il Pd. Però apprezzo che abbia più volte ribadito di voler rimanere fino alla fine del mandato. Preoccupiamoci di come rilanciare l’azione della giunta».

Lei, invece, si ricandiderà alle Europee?

«Io vorrei continuare il lavoro iniziato in Europa, ma non dipende solo da me». —–

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