Il Tirreno

Toscana

A Firenze la prima mostra di Andrea del Verrocchio: attesa una scultura di terracotta attribuita a Leonardo da Vinci

Gabriele Rizza
Dama dal mazzolino (Andrea del Verrocchio)
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Dama dal mazzolino (Andrea del Verrocchio)

La mostra comprende oltre 120 opere tra dipinti, sculture e disegni, con prestiti provenienti da oltre settanta tra i più importanti musei e collezioni private del mondo

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FIRENZE. Chiuso il 2018 con il record di visitatori per Marina Abramovic (180mila), Palazzo Strozzi vira sul Rinascimento, complice l'irrinunciabile scadenza dei 500 anni della morte di Leonardo. Anniversario celebrato in grande stile, in sinergia col vicino Museo del Bargello e oltreoceano con la National Gallery di Washington, nel nome di Andrea del Verrocchio, che del genio vinciano fu maestro.

GUARDA ALCUNE DELLE OPERE IN MOSTRA

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Curata da Francesco Caglioti e Andrea De Marchisi, la mostra che si inaugura domani (fino al 14 luglio), è uno dei più importanti eventi a livello internazionale nell’ambito della succitata ricorrenza. L'eccezionalità dell'impianto espositivo permette di mettere in luce i capolavori del Verrocchio, liberati dalle "perplessità" del Vasari, con opere di artisti precursori, a lui contemporanei e discepoli, come Desiderio da Settignano, Domenico del Ghirlandaio, Sandro Botticelli, Pietro Perugino, Bartolomeo della Gatta, Lorenzo di Credi e Leonardo, di cui sarà possibile ricostruire la formazione e lo scambio con il maestro attraverso straordinarie presenze e inediti confronti. Un percorso, fra Strozzi e il Bargello, di oltre 120 pezzi, tra dipinti, sculture e disegni, irradiato da prestiti provenienti da oltre settanta tra i più importanti musei e collezioni private del mondo, dal Metropolitan al Louvre, dal Rijksmuseum al Victoria and Albert, dallo Staatliche di Berlino e naturalmente dagli Uffizi.

La mostra, che costituisce la prima retrospettiva finora mai dedicata al Verrocchio, richiamando al contempo gli esordi del celeberrimo discepolo, qui acclarati da sei sue opere (alcune per la prima volta esposte in Italia) supera l'appuntamento meramente celebrativo, per offrire uno sguardo a 360 gradi sulla fenomenale produzione artistica dilagante a Firenze tra il 1460 e il 1490: arco temporale e stagione culturale marcati dal nome, e cresciuti all'ombra, di Lorenzo il Magnifico.

Artista emblematico del Rinascimento e prototipo del genio universale, Verrocchio sperimentò nella sua bottega tecniche e materiali diversi, dal disegno alla scultura in marmo, dalla pittura alla fusione in bronzo, e formò un’intera generazione di maestri, con i quali ha sviluppato e condiviso il proprio sapere. «Nella storia dell’arte – affermano i curatori - solo Giotto, Donatello e Raffaello hanno dato origine a una 'scuola' paragonabile a quella di Verrocchio. Tramite il suo insegnamento si formarono artisti che hanno diffuso in tutta Italia, e fuori, il gusto e il linguaggio figurativo fiorentino, come testimoniano il 'David' del Bargello, fra i simboli assoluti del Rinascimento, e il 'Putto col delfino' di Palazzo Vecchio, opera capitale e modello di naturalezza”. Una "sezione speciale" è rappresentata dalle opere del giovane Leonardo. In quest'ottica si inserisce l’attribuzione della “Madonna col Bambino”, scultura in terracotta che per la prima volta esce dal Victoria and Albert Museum di Londra, dove è esposta come opera di Antonio Rossellino. A Palazzo Strozzi questa terracotta, verosimilmente l’unica scultura esistente attribuibile a Leonardo, è presentata accanto a una selezione di drappeggi dipinti su lino dallo stesso Leonardo, con i quali presenta riscontri puntuali. Analogamente può essere confrontata con altre celebri opere del maestro, come l’”Annunciazione” degli Uffizi, la “Vergine delle rocce” e la “Sant’Anna” del Louvre. Sontuoso catalogo edito da Marsilio.
 

 

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