Il presidio
Opa di Massa, ecco un reparto rivoluzionario: bimbi curati e coccolati con un sistema di telecontrollo
All'ospedale pediatrico apuano inaugurato da Andrea Bocelli un reparto all'avanguardia: grazie ad un chip elettronico sotto al pigiama i piccoli pazienti possono giocare e muoversi restando sempre monitorati dai medici
MASSA. Che cosa è l’Opa all’ombra delle Apuane lo sintetizzano quelle grandi braccia: le braccia forti di papà che stringono un corpicino piccolo piccolo. La speranza di quel papà di regalare a suo figlio la possibilità di farcela, di conquistarsi il diritto ad una vita normale: agli strilli, ai pianti, ai capricci. Alle punizioni e alle sgridate. All’ospedale pediatrico apuano, costola della fondazione Monasterio, si operano i cuori. Quelli piccoli e piccolissimi in particolare. E si studiano quei cuori quando ancora battono nel pancione di mamma. Un’eccellenza che gli apuani amano come un figlio, perché in una terra in cui poco eccelle, la qualità inorgoglisce.
Ancora di più oggi che l’Opa ha una degenza pediatrica tutta nuova. Perché quando dal grande edificio, al confine tra Massa e Montignoso, è stato trasferito il reparto materno infantile dell’Asl che lì era ospite, i massesi hanno avuto paura, paura che quella prima “perdita” fosse il segnale di un indebolimento, una ferita inferta. La Regione l’ha detto in tutte le lingue che l’Opa a Massa sarebbe rimasto. E a confermalo ci ha messo soldi e progetti. Dai progetti è nata la collaborazione con il Cnr, con i soldi è sorto, inaugurato ieri mattina, un nuovo reparto per i bambini, con due posti letto in più, da 22 a 24. Un reparto che i bimbi non li cura perché non basta: li coccola. Che continua a concedere loro il diritto dei diritti, quello al gioco. Sì perché nel nuovo reparto i piccoli pazienti possono lasciare il letto, appena ce la fanno: andarsene con mamma nella sala dei giochi, prendersi i libricini, far scivolare le ditina curiose sul pianoforte.
E tutto mentre i medici non li perdono mai di vita. Non loro, non i loro cuoricini “birbanti”: un piccolo computer, sotto il pigiama, monitora 24 ore su 24, tutti i parametri vitali. Loro si sentono liberi, mamme e papà tranquilli, i medici pronti ad intervenire. Un sistema telematico, realizzato con il contributo del Cral di Gaia. Sì perché all’Opa vogliono bene in tanti e in tanti, molti nel completo anonimato, si mettono le mani in tasca. Per quell’eccellenza e per quei bambini che vengono spesso (nel 45% dei casi) da fuori Regione.
Sono tanti gli amici dell’Opa di cui, ieri mattina, al taglio del nastro del nuovo reparto, parla Luciano Ciucci, direttore di Fondazione Monasterio. E tra quegli amici c’è anche Andrea Bocelli. Amico così vicino all’Opa che all’inaugurazione, insieme alla moglie, non può mancare. Lui, che ha contribuito a realizzare la foresteria che ospita le famiglie dei pazienti che arrivano da lontano (suo fratello, architetto l’ha progettata), vuole esserci perché l’ospedale del cuore «è una realtà virtuosa, un po’ controcorrente. Molti malati vanno a curarsi altrove, molti medici vanno a lavorare altrove. Qua, invece, succede il contrario e arrivano pazienti da tutto il mondo. Si entra qua dentro e si sente che qui c’è buona volontà, voglia di fare. A Pasqua portavo qui i miei figli per consegnare i regali ai pazienti. Io da anni sono schierato con l’Opa».
E con Andrea Bocelli è schierata una intera comunità che ieri, con il taglio del nastro, di fronte all’assessora regionale alla sanità Stefania Saccardi, al consigliere regionale Giacomo Bugliani, a tutte le autorità locali, con la benedizione del Vescovo Giovanni Santucci, sente di aver fatto un regalo ai bambini con il cuore “birbante” e ad un territorio che preserva e potenzia una sua eccellenza. Una delle prime e delle più amate.
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