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Le mazzette dei poveri: «Pagami le bollette o non ti do il permesso per il luna park»
Carrara, dirigente del Comune interdetto dai pubblici uffici per concussione. Secondo la Procura avrebbe preteso tangenti “in natura”: saldo di fatture e navigatore satellitare. Voleva anche un Rolex, mai arrivato
CARRARA. Mettere a rischio la propria reputazione. Il proprio nome e il proprio ruolo all’interno della pubblica amministrazione. E farlo per un “piatto di lenticchie”. Per un navigatore satellitare da 270 euro, per farsi pagare le bollette di casa (600 euro). E per la “voglia” di un orologio Rolex che in realtà non entrerà mai a far parte di questa vicenda e del fascicolo che la Procura di Massa Carrara ha aperto a carico del dirigente comunale Pierluigi Bessi, accusato di concussione.
Succede a Carrara, all’ombra delle Apuane, anzi questa volta a pochi passi dal mare. C’è un Luna Park di periferia, quello dei fratelli Lazzari, lo stesso da decine e decine di anni. È c’è un dirigente comunale, il 65enne Pierluigi Bessi, che, forte del proprio ruolo e del suo piccolo potere, chiede (secondo l’accusa) favori al patron delle giostre viaggianti. In mancanza di quei favori lui, il dirigente del settore attività economiche e servizi alle imprese, avrebbe ostacolato e ritardato il rilascio di licenze e installazioni per gli autoscontri e la ruota panoramica.
Tutto comincia nel dicembre di dieci anni fa. È allora che, secondo quanto ricostruito nella ordinanza di applicazione di misura cautelare con cui il pubblico ministero aveva chiesto il carcere a carico del Bessi (il gip ha disposto invece l’interdizione dai pubblici uffici a carico del dirigente) arriva la prima “richiesta” al titolare del Luna Park. Siamo vicini a Natale, nel 2009, e il funzionario comunale costringe - così è scritto negli atti - il giostraio a consegnarli un navigatore satellitare Tom Tom. Non un oggetto di alta tecnologia, nessun apparecchio sofisticato, ma quello che si trova in tutti i supermercati, dal valore di 270 euro. Passa quasi un anno e, secondo quanto ricostruito nell’indagine della Procura di Massa, arriva una nuova richiesta. Siamo a maggio del 2010. Questa volta il dirigente Bessi - secondo quanto contestato dall’accusa - chiede al titolare del Luna Park di eseguire, a suo favore, il pagamento di alcune bollette. Per un totale di 600 euro. Dal navigatore, a buon mercato, alle bollette da pagare.
Una richiesta motivata con la possibilità di esercitare un piccolo potere, in grado però di ostacolare o ritardare lo svolgimento di un Luna park di paese. E pretese “in scala”. Nulla di eclatante. Ma comunque la richiesta di favori, esercitata grazie al ruolo ricoperto in municipio. Questo, sempre secondo la Procura. La difesa di Bessi, che abbiamo provato a contattare ieri non si è espressa. Solo dopo qualche anno il dirigente carrarese alza il tiro e prova a entrare nel giro più grande, di chi chiede orologi, rigorosamente Rolex, in cambio di favori per “rimuovere ostacoli”. Succede per i grandi scandali, come il caso degli appalti all’Asl di Napoli, o, di recente, a Trani, quando a finire nei guai per processi pilotati (anche a colpi di Rolex) sono finiti due magistrati.
Secondo l’accusa nel giugno del 2014, proprio a ridosso del periodo del Luna park estivo, Pierluigi Bessi costringe il titolare degli spettacoli viaggianti diretto a Marina di Carrara, a consegnargli o procurargli un orologio di marca Rolex. In questo caso viene contestata la tentata concussione perché quel Rolex non è mai stato consegnato «non riuscendo nell’intento - si legge negli atti - per cause indipendenti dalla propria volontà». Quel Rolex non è mai arrivato al funzionario pubblico. Ma gli agenti delle Fiamme Gialle a Palazzo civico sì. Hanno sentito testimoni, acquisito documenti. E poi è partita l’indagine.
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