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Toscana

legambiente: «ora tramvie sulla costa»  

Una boccata d’aria: meno smog in Toscana rispetto a dieci anni fa

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firenze. «Si respira un’aria più pulita in Toscana rispetto a dieci anni fa, l’inquinamento nelle città è calato, ma i cambiamenti climatici colpiscono anche da noi e con i picchi di calore è più pericoloso stare all’aperto d’estate».

Il presidente di Legambiente Fausto Ferruzza non canta vittoria, ma vede miglioramenti consistenti nella qualità dell’aria. Certo. Non sono tutte luci. Si registrano anche molte ombre nell’edizione 2019 di Mal’Aria. Ma è un dato oggettivo la diminuzione dell’inquinamento atmosferico nelle aree urbane dal 2008 a oggi, lo dice lo storico delle centraline Arpat. «Le polveri fini (Pm10) sono calate quasi ovunque, le quantità di biossido di azoto pure, rimane il problema ozono: l’aumento dell’irraggiamento solare di questi ultimi anni lo mantiene pericoloso in molte zone della Toscana d’estate», dice Ferruzza.

Per il Pm10 la piana lucchese si conferma maglia nera. È la centralina di Lucca/Capannori a oltrepassare abbondantemente il limite quotidiano del Pm10 fissato per legge a 50 microgrammi per mc, come media giornaliera, da non superare per più di 35 giorni l’anno. Capannori invece sfora il limite per ben 53 volte. Per il biossido di azoto si storicizza il dato negativo di Firenze Viale Gramsci: è la centralina sui viali dove si rileva un dato medio annuale di 60 microgrammi per metro cubo, superiore di 20 microgrammi per metro cubo rispetto al limite di 40. Dati invece più sparsi ed eterogenei si registrano sull’indicatore Ozono, che vede sforamenti dei parametri di legge a Grosseto-Maremma, Lucca-Carignano, Montale, Signa e Settignano. Ma il quadro complessivo mostra un generale miglioramento.

Come fare di più? Risponde Michele Urbano, responsabile settore Inquinamento atmosferico del cigno verde: «A Firenze l’entrata in esercizio della tramvia ha contribuito in maniera importante al calo dell’inquinamento. Bisognerebbe pensare a collegamenti metro-ferro-tramviari anche per l’area di Livorno, Pisa e Lucca». E tira fuori un accordo del 2001 tra Ministero dei Trasporti e Regione. Era presidente Claudio Martini. «Può ancora servire», chiude Urbano.

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