Il Tirreno

Toscana

La storia infinita 

Per la pista di Peretola arriva un nuovo rinvio

Il ministero dei Beni culturali fa slittare al 6 febbraio il parere sull’aeroporto di Firenze. Ultimatum del Comune

3 MINUTI DI LETTURA





firenze. Doveva essere la giornata del via libero all’aeroporto. Della nuova pista di Peretola. È stato il trionfo della burocrazia. Nessun via libero. Anche la terza riunione della conferenza dei servizi sul Vespucci si chiude con un rinvio al 6 febbraio.

A gelare le aspettative di Firenze è la Sovrintendenza alle Belle arti della città. Chiede un rinvio per «acquisire copia sottoscritta dell'accordo tra Regione e Comuni di Signa e Lastra a Signa per opere di mitigazione ambientale». Un semplice passaggio burocratico, assicura la Regione. Il governatore Enrico Rossi tenta di aggirare l’ostacolo in diretta: propone di far firmare l’atto a Roma, durante la conferenza dei servzi. La proposta non viene accolta. E tutto è rimandato di nuovo. «Solo una formalità» assicurano da Firenze. Ma i mugugni nascondono preoccupazione. Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ribadisce che non accetterà ulteriori rinvii. Lo aveva già detto a novembre l’assessore regionale ai Trasporti Vincenzo Ceccarelli. Ma Gli ultimatum toscani non fanno presa sul governo giallo-verde che il Pd fiorentino definisce il «governo dello slittamento». Nardella, comunque, ribadisce di aver pazienza ancora per qualche giorno perché questo ulteriore rinvio è «esclusivamente legato all'acquisizione del parere formale del ministero dei Beni Ambientali. Aspetteremo questi ultimi giorni, ma non accetteremo più espedienti tattici per ulteriori rinvii. Se non si chiuderà il 6 febbraio useremo tutti gli strumenti legali a nostra disposizione». Chiaro anche il governatore Enrico Rossi: «L'iter amministrativo per l'ampliamento di Peretola non deve essere utilizzato strumentalmente dalla politica; il 6 febbraio, il parere della conferenza dei servizi dovrà essere positivo. C'è un parere positivo sulla linea tecnica che abbiamo adottato. Quindi ci aspettiamo un parere positivo dal ministero che ci ha chiesto una settimana in più».

Ma Simona Bonafé, segretaria del Pd in Toscana, si augura che « dietro le dichiarate questioni tecniche del ministero dei Beni culturali non si nasconda la volontà politica del governo di bloccare l'ampliamento di Peretola peraltro espressa più volte pubblicamente da esponenti sia grillini che leghisti». Un timore avanzato anche da Gabriele Toccafondi, deputato di Civica Popolare che legge questi rinvii come «tattiche per non decidere, ma Firenze non può e non deve sottostare a questi giochetti». Anche Marco Stella (FI) vicepresidente del consiglio regionale avverte che «la nostra pazienza, e quella dei fiorentini, si sta per esaurire. Non vorrei che dietro fumose e pretestuose questioni procedurali si nascondesse la volontà politica di M5s di fermare l'iter della costruzione della nuova pista di Peretola». Deluso, ovvio, anche il presidente della Camera di commercio di Firenze, mentre il sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi, vede nel rinvio «la prova dell’ ennesima prova della grande confusione tecnica e politica che circonda la realizzazione del nuovo aeroporto. Oltre al fatto che abbiamo ragione a non volere questa nuova pista». Ma Jacopo Alberti, portavoce della Lega in Regione assicura: «Non vedo alcun complotto contro l'aeroporto di Firenze. Penso che il 6 febbraio, la partita sullo sviluppo dell'aeroporto possa esser chiusa». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana