Voleva il rivale in galera condannato magistrato
Otto mesi (pena sospesa) per abuso d’ufficio al procuratore che chiese l’arresto dell’ex marito dell’amante. «Farò appello»
firenze. La pena è sospesa. Ma c’è. L’amante e la richiesta di condanna del suo (ex) marito per (presunte) minacce di morte costano a un magistrato una condanna a 8 mesi (che non verranno scontati). Comunque sono assai di meno dei due anni richiesti dal pubblico ministero per l’abuso d’ufficio.
Infatti, secondo l’accusa sostenuta a Genova - il tribunale competente a giudicare i magistrati toscani - abuso d'ufficio è il reato che sarebbe stato commesso dal magistrato sotto processo per aver chiesto gli arresti domiciliari per il marito della sua amante quando era sostituto procuratore a Firenze. Questa l'accusa che era contestata al magistrato Vincenzo Ferrigno condannato ieri dal tribunale di Genova a 8 mesi di reclusione, pena sospesa, appunto.
Se il magistrato è stato condannato, meglio è andata alla donna, che all’epoca dei fatti contestati risultava la sua amante: pur essendo anche lei imputata nel procedimento, è stata assolta.
Tutto era iniziato nel 2015 quando Ferrigno chiese gli arresti domiciliari per un medico, ex marito della donna con la quale aveva iniziato una relazione sentimentale.
Il magistrato e la donna si conobbero proprio perché Ferrigno fu incaricato di seguire il fascicolo aperto dopo che la donna aveva denunciato l'ex coniuge per averla minacciata di morte. Il marito, però, non aveva subito la denuncia passivamente e l'aveva contro querelata. Il magistrato per due volte chiese l'archiviazione e per due volte si vide respingere la richiesta dal giudice per le indagini preliminari. Ma, dopo avere conosciuto i due ex coniugi e ave iniziato una relazione con la donna, il sostituto procuratore cambiò completamente il suo orientamento.
Ferrigno presentò, dunque, al gip la richiesta di arresti domiciliari per il medico.
Le indagini che hanno portato al processo erano partite dall'esposto dell'uomo: la storia finì sui quotidiani e in televisione. Gli atti dell'esposto vennero trasmessi alla procura di Genova competente per le indagini sui magistrati del distretto toscano. Nel maggio 2018 il rinvio a giudizio e poi il processo. Ferrigno ha sempre respinto le accuse, difendendo il suo operato.
Il tribunale di Genova lo ha condannato anche al risarcimento della parte civile, da liquidarsi in separata sede civile, e al pagamento delle spese legali, quantificate in 2.500 euro. «Siamo molto contenti: è una sentenza che ristabilisce la giustizia con la “G” maiuscola» commentato l'avvocato Massimiliano Manzo che, insieme a Francesco Ceccherini, assiste il medico dentista costituitosi parte civile nel processo.
La vicenda, che aveva portato il magistrato a chiedere il trasferimento volontario dalla procura di Firenze al tribunale di Spoleto (Perugia), e ad essere “giudicato anche dal Csm che lo aveva sanzionato con la perdita di due mesi di anzianità, potrebbe non finire con la condanna di oggi: il suo difensore, l'avvocato Sigfrido Fenes, ha già annunciato appello contro la sentenza di primo grado «Siamo convinti e fiduciosi della bontà dei nostri argomenti difensivi». L’appello sarà presentato non appena saranno pubblicate le motivazioni della sentenza. —
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