Inchiesta concorsi truccati a Careggi, indagata anche la manager Calamai
Coinvolto anche e Rocco Damone, attuale direttore generale dell'ospedale fiorentino. Il governatore Rossi: "Calamai e Damone hanno la nostra piena fiducia"
FIRENZE. «Confermiamo la nostra fiducia in Monica Calamai e in Rocco Damone, persone della cui onestà, capacità e rigore nel perseguire l'interesse pubblico non dubitiamo. Attendiamo gli esiti dell'indagine e confidiamo che si possa fare chiarezza nel più breve tempo possibile». Lo affermano, in una nota, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e l'assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi in merito all'inchiesta su concorsi di medicina a Firenze che ha coinvolto anche Monica Calamai, dg dell'assessorato e fino al marzo 2018 dg dell'azienda ospedalieri di Careggi e in precedenza a capo dell'Asl livornese, e Rocco Damone, attuale direttore generale della stessa azienda ospedaliero universitario.
I due manager, come riporta oggi Repubblica Firenze, sono coinvolti nella parte dell'inchiesta che riguarda uno dei concorsi universitari di medicina più recenti, ovvero quello per il nuovo direttore della neurochirurgia universitaria. L'indagine è partita dalla denuncia di un professore, Oreste Gallo.
In tutte le le persone indagate sono 15 e solo per tre, Damone, Calamai e una segretaria accusata di un falso, non è stata fatta la richiesta al gip per l'interdizione. Gli interrogatori inizieranno l'8 febbraio.
Va all'attacco la Lega: “La Sanità nella nostra regione - afferma Susanna Ceccardi, coordinatrice della Lega in Toscana - è da tempo alle prese con svariate criticità, come le interminabili liste d’attesa, l’inaccettabile carenza di personale medico ed infermieristico ed i prezzi alle stelle delle visite intramoenia; ora, una indagine della Guardia di Finanza ha scoperchiato il “vaso di Pandora” facendo emergere una vera e propria organizzazione che gestiva concorsi e relative cattedre nell’ambito dell’ospedale fiorentino di Careggi. Da quanto sappiamo - prosegue l’esponente leghista - pare che gli stessi direttori generali (prima Monica Calamai ed ora Rocco Damone) siano direttamente implicati in una vicenda che è solo all’inizio, ma che potrebbe riservare altre sorprese, magari allargandosi a macchia d’olio. Un ulteriore e palese segnale di come la sanità toscana sia assolutamente fuori controllo ed incline alle solite dinamiche che vedono premiati gli amici degli amici” “Mi aspetto, ma conoscendo il Pd, non ne sono per nulla convinta, che l’assessore Saccardi prenda, dunque, immediati e seri provvedimenti nei confronti delle tante persone coinvolte, preservando, viceversa, il lavoro della maggiorparte degli operatori sanitari che, quotidianamente e tra mille difficoltà, si prodigano nell’assistere, con coscienza e professionalità, i degenti”
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