Il presidio
Donna pestata dall’ex, il Comune di Livorno la difende: è la prima volta in Toscana
Chiesta la costituzione di parte civile, ora decide il giudice. La vicesindaco Sorgente: "Il risarcimento alle vittime di violenze"
LIVORNO. Per la prima volta nella sua storia il Comune di Livorno si costituisce parte civile in un processo di violenza di genere. Nel solco tracciato lo scorso marzo dalla giunta regionale del Friuli Venezia Giulia per un femminicidio, e proseguito ad aprile dall'amministrazione di Troina, paese in provincia di Enna per un caso di stalking, e ancora ad agosto dalla giunta di Napoli per molestie sessuali, nella mattina di mercoledì anche il palazzo Civico del capoluogo labronico ha deliberato in tal senso. Unico municipio in Toscana, almeno finora.
«Abbiamo scelto questo caso (che Il Tirreno ha più volte raccontato, ndr) per costituirci parte civile, nonostante nel 2019 ci siano già state altre persone che si sono rivolte allo sportello antiviolenza della città, per due ragioni: perché si tratta del primo fatto quest'anno in cui si andrà a processo, e perché ce l'ha chiesto la signora stessa, che ha riferito di aver subito reiterate violenze», spiega Stella Sorgente, vicesindaca con delega alle pari opportunità: «In Italia ci sono dei precedenti ma per Livorno è la prima volta in assoluto, e rappresenta un atto importante e rivoluzionario che intende iniziare un percorso».
È una promessa di ferro quella di Sorgente, che ha fatto della difesa delle donne maltrattate una sua bandiera. Un monito contro il ripetersi di atti di violenza di genere, che comprendono la violenza domestica (declinata in minacce, maltrattamenti fisici e psicologici, atti persecutori o stalking, percosse, abusi sessuali, delitti d'onore e uxoricidi), economica, e assistita (forma di abuso minorile).
La delibera è stata approvata all'unanimità dagli assessori presenti alla riunione, presieduta da Sorgente stessa. Nell'atto l'incarico di rappresentare e difendere l'amministrazione comunale è stato affidato all'avvocatura civica, della quale è dirigente l'avvocata Francesca Abeniacar.
L'atto in sé tuttavia, per quanto costituisca un segnale forte, non chiude la questione: nella giornata di ieri infatti il giudice nominato dal tribunale ha deciso per il rinvio del processo a fine marzo, giorno per il quale si è riservato anche la valutazione sull'ammissibilità della costituzione del Comune come parte civile. La prassi dei comuni di manifestare in questa forma la propria solidarietà nei confronti della vittima è infatti sempre più diffusa, ma la giurisprudenza presenta casi di rigetto.
Sorgente considera l'eventualità, ma si mantiene fiduciosa: «Abbiamo chiesto un risarcimento equitativo di 5.000 euro che in caso di vittoria provvederemo a stornare su tutte le iniziative che il Comune mette in campo, o alle quali aderisce, contro le donne maltrattate».
In aula ci sarà l’ex convivente della donna, professionista livornese accusato di aggressioni e violenze. Dalle indagini era emerso che – dall'inizio della convivenza – i rapporti tra i due si erano inaspriti e le discussioni si erano fatte sempre più violente fino a sfociare talvolta in aggressioni fisiche, alcune refertate con prognosi di diversi giorni.
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