Il Tirreno

Toscana

pitti uomo: le tendenze di questa edizione 

Colori della terra e stile minimal così vestirà l’uomo d’inverno

I. A.

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FIRENZE. L’uomo del prossimo inverno vestirà minimal, di qualità, puntando alla praticità dei capi e preferibilmente eco friendly, nei colori della terra. Lo decreta Pitti Uomo 95, il salone della moda maschile inaugurato ieri, in corso alla Fortezza da Basso fino a venerdì.

Il guardaroba autunno inverno 2019-2020 dell’altra parte del cielo punta sull’ecosostenibilità dei capi, anche nella versione più classica. In cui la ricerca sui tessuti e sulle metodologie di assemblamento si fa sperimentazione tecnologica applicata a materiali creativi, spesso provenienti da riciclo. Come per Paltò, l’azienda di Altopascio fondata nel 2013 da Luca Paganelli (35 anni), che in questa edizione di Pitti lancia i piumini Plumé in cotone e piume recuperate da vecchi copriletto. Una linea ispirata al passato, ai giubbotti da sci degli anni Ottanta, a rimarcare quello stile dell’azienda toscana che ha basato il proprio business sui cappotti indossati dalle stelle del cinema negli anni Cinquanta.

Una tendenza rimarcata anche da Capalbio, storico marchio maremmano acquistato recentemente dal gruppo Manifatture Toscane, detentore di un fascino inalterato che il nuovo stilista Gionata Malagodi cercherà di traghettare nella modernità. «Si tratta di un prodotto di grande storia che incarna la toscanità ma è patrimonio di chiunque – commenta – un capo che nasce per la caccia e diventa di utilizzo comune, con un forte legame con la natura». Ecco perché nello scegliere i nuovi tessuti opta per materiali a basso utilizzo di energia, con coloranti naturali e materiali di riciclo come il denim rifilato insieme alla lana e ai cotoni tutti made in Italy.

Dello stesso avviso Save the Duck, che nei capi spalla punta su un inverno all’insegna della tecno-innovazione in chiave sostenibile. Non a caso lo scalatore vegano Kuntal Joisher si è rivolto al marchio ideato nel 2012 da Nicolas Bargi (il nonno Foresto, pisano, negli anni Settanta fondò nella città della Torre Pendente l’azienda di confezioni Forest) per realizzare la tuta con cui ha conquistato gli 8516 del Lhotse sull’Himalaya.

Il design moderno è un altro must della tendenza che porta in città uno stile fatto di soluzioni tecno-sportive. Indicazione cui si rifanno le sneakers dell’aretina Moa (Master of Arts) fondata dal giovane Matteo Tugliani, in cui pelle, nylon e tessuti tecnici si mescolano per offrire comfort al passo, coadiuvato da una suola super leggera prodotta in Asia. Un mix tra la performance sportiva e il fashion che abbraccia un pubblico vasto, dal teen-ager al professionista. Quello del 2020 sarà un uomo globetrotter, un nomade metropolitano nobilitato da accessori comodi e trasformabili.

Come le borse super leggere della pistoiese (per l’esattezza di Uzzano) Roberta Pieri dei fratelli Nottolini che per il nome hanno preso a prestito quello della nonna. E poi i cappelli della fiorentina Tesi, ripiegabili e proposti provocatoriamente in fantasie animalier ma sempre nei colori della terra. Per trasportare i quali la leccese Doria 1905 quest’anno lancia le sacche e gli zaini con comparto rigido appositamente ideato per il copricapo. —

I. A.

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