Italia
Aferpi, serve un tavolo del Mise a 6 mesi dall'arrivo di Jsw
I sindacati indicano come cruciali "l'acquisizione di quote di mercato e la continuità produttiva" e sostengono la necessità di "anticipare al massimo la costruzione del primo forno elettrico ad arco per alimentare le linee avviate e chiudere il cerchio della produzione rendendo maggiormente competitivi i nostri prodotti siderurgici"
PIOMBINO. Un incontro al ministero dello Sviluppo economico per fare il punto sul piano industriale a sei mesi dalla vendita dell'acciaieria Aferpi di Piombino al gruppo Jsw. Lo chiedono le segreterie nazionali e locali di Fim, Fiom e Uilm che auspicano la presenza al tavolo dei "massimi vertici istituzionali" e dell'azienda.
"Se già nei primi sei mesi si è colto un dinamismo dello stabilimento al quale non eravamo da tempo abituati - sottolinea i sindacati in una nota congiunta - in realtà sarà questo l'anno della svolta, se le intenzioni dichiarate nelle linee guida del piano industriale saranno portate a compimento".
I sindacati indicano come cruciali "l'acquisizione di quote di mercato e la continuità produttiva" e sostengono la necessità di "anticipare al massimo la costruzione del primo forno elettrico ad arco per alimentare le linee avviate e chiudere il cerchio della produzione rendendo maggiormente competitivi i nostri prodotti siderurgici". Altro tema da affrontare al Mise sarà il piano demolizioni e smantellamenti che "stando al piano industriale - si legge ancora - caratterizzerà gran parte dell'anno in corso".
A questo proposito, Fim, Fiom e Uilm chiedono la sottoscrizione di un accordo quadro che indichi "la formazione, le competenze e le condizioni di prestazione del personale locale che dovrà essere utilizzato". Secondo i sindacati, infatti, "sarebbe ingiustificabile non impegnare parte dei lavoratori diretti che da anni non mettono piede dentro il loro stabilimento" e "incomprensibile" la mancanza di "ricadute occupazionali per i lavoratori dell'indotto ormai da anni disoccupati".
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