Il Tirreno

Toscana

2019: dal digitale alla politica, un futuro di svolta

2019: dal digitale alla politica, un futuro di svolta

Abbiamo interpellato otto esperti di economia, politica, ambiente, sport: prevale la fiducia

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Gli esperti ce li segnalano. L’intelligenza artificiale si pone il problema della “relazione” con il robot. Nella comunicazione, la voce recupera la voce. Avviene nei “media” antichi - la radio - e in quelli moderni, l’assistente vocale, subordinando anche la tecnologia avanzata a quanto di più riconoscibile appartenga a un essere umano. Non è, però, solo un ragionamento singolare. È una questione collettiva e, quindi, politica. Ce lo spiega la biologa ipotizzando schiere di persone impegnate a difendere le tartarughe marine che scelgono la costa toscana per nidificare. Un modo per difendere il mare, quindi l’ambiente. Per lo stesso principio per il quale la collettività - suggerisce lo storico - ha il dovere (civico) di tutelare il patrimonio che ha ereditato. Le persone che difendono i valori “immateriali” diventano comunità. Quindi, cittadini. Quindi elettori. Scelgono con consapevolezza e non per sentito dire. Recuperano la capacità di ascoltare e dialogare. Con chi viene da un altro Paese o con chi indossa la maglia di un’altra squadra. Perché se la persona torna al centro, davanti si ha un avversario, non un nemico. E la forma torna a essere sostanza. Pure nel linguaggio. Non solo nella moda.


Radio, assistenti vocali e audiolibri: daremo di nuovo voce alla voce


di Michele Boroni
esperto di comunicazione

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Vi ricordate lo slogan anni ’80 "Il telefono, la tua voce" ? Ecco, mettete da parte il telefono e lasciate solo la seconda parte della frase. Come in una sorta di "ritorno al futuro", la voce sarà la protagonista della comunicazione del 2019. I segnali sono già presenti : adolescenti (e adulti) che comunicano solo con i "vocali" su Whatsapp, assistenti vocali che da questo Natale riempiono le nostre case dove rimbombano i vari "Alexa, fammi sentire..." e "Ok, Google"; le pubblicità con persone che sul divano parlano al telecomando per vedere il genere di film o l’attore preferito in tv. La parola pronunciata, il tono della voce, l’inflessione dialettale torneranno ad avere un "senso" anche nella comunicazione mediata dalle macchine o direttamente con le macchine. In quest’ultimo caso per una comunicazione senza impatti sarà necessario stemperare certi accenti o espressioni dialettali per farci capire dall’Intelligenza Artificiale. Secondo l’istituto di ricerca Deloitte nel 2018 sono stati venduti nel mondo 100 milioni di smart speaker (assistenti vocali) e si prevede che nel 2019 si arriverà a 259 milioni. Il ritorno prepotente della voce nel panorama comunicativo porterà un ritorno di fiamma della radio, nella sua forma più innovativa e flessibile, il podcast. Inoltre il 2019 sarà l’anno degli audiolibri grazie a un’offerta sempre più ricca e di qualità. Insomma, nel 2019 daremo nuovamente voce alla voce. 


Studi sull’integrazione uomo/robot: è la sfida per la nostra robotica


di Maria Chiara Carrozza
scienziata


 

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Dove ci porterà la robotica nel 2019? Non è facile prevederlo. Non si poteva prevedere che la robotica umanoide rappresentasse una sfida così difficile: le problematiche più belle riguardano quel complesso di equilibri biomeccanici e di neurocontrollo che fanno stare gli umani in piedi, correre, andare piano, elaborare concetti complessi: capacità ancora irraggiungibili dai Robot. C’è ancora tanto da scoprire, soprattutto nel campo della meccanica e meccatronica, abbiamo bisogno di motori e sensori migliori per superare i limiti di oggi: la densità di potenza dei motori tradizionali che richiede attuatori pesanti che rendono goffi i robot o batterie più efficienti che consentano loro di essere più leggeri e agili. Forse la "cloud robotics" rappresenta uno dei concetti più innovativi, la collettivizzazione dell’intelligenza e capacità computazionale tramite il cloud, il passaggio delle informazioni da un robot all’altro, l’utilizzo di risorse di calcolo, quando necessario, possono diventare un mezzo per superare limiti degli attuali robot e farli circolare in modo più sicuro. Un’altra sfida riguarda l’interazione (o integrazione?) uomo-robot. Studiare meglio le implicazioni della robotica indossabile, riuscire a capire come e quando far indossare una protesi o un esoscheletro per potenziare le capacità motorie senza turbare l’equilibrio biomeccanico e cognitivo di una persona è una delle sfide più aperte. Per coglierla serve lavoro oscuro nella sperimentazione clinica, in ambienti controllati e sicuri. 


Con Mancini e i giovani l’Italia tornerà grande. Juventus da Champions

 


di Antonio Di Natale
ex calciatore

 

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Può essere davvero l’anno della Juventus, il 2019. Sul fatto che Allegri porti a casa un altro scudetto ormai non ci sono molto dubbi. D’altra parte se già avevi la squadra più forte e metti dentro anche Cristiano Ronaldo... Ma l’effetto CR7 può essere determinante anche in Europa. Lui è uno di quei campionissimi che riesce a lasciare il segno nelle partite che contano davvero. E, anche se la concorrenza è terribile, la Champions diventa un obiettivo concreto, reale. Al di là dello strapotere dei bianconeri penso e spero che l’anno nuovo sarà quello dell’Italia. La ferita di quel mondiale senza l’azzurro è sempre aperta, ma il percorso di ricostruzione sta andando avanti sulla giusta direzione. Mi fido di un commissario tecnico come Roberto Mancini, mi piace che stia dando spazio a tanti giovani calciatori italiani che rappresentano il presente ma anche il futuro della nostra Nazionale. Sono convinto che torneremo a divertirci e a emozionarci. Grazie anche a una serie di attaccanti che viaggiano spediti verso la definitiva consacrazione. In tanti dicono che Insigne mi ricordi, di sicuro è fortissimo. Però nei prossimi 12 mesi mi aspetto il definitivo salto di qualità da Chiesa. Il ragazzo ha stoffa. Per il resto ovviamente mi aspetto tanto dal mio Spezia (attualmente Di Natale è collaboratore tecnico dell’allenatore Marino, ndr) e non nascondo di tifare per la mia ex squadra, l’Empoli, e dalla Carrarese di Silvio Baldini. Uno che mi ha dato tanto.


Ambientalisti in difesa delle tartarughe marine che nascono sulla costa


di Letizia Marsili
biologa e ambientalista


 

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Credo che almeno una volta nella vita ciascuno di noi abbia desiderato essere Mago Merlino poter predire il futuro, e questo è ancora più vero per chi come me fa ricerca e deve cercare di dare delle interpretazioni a degli eventi talvolta inspiegabili che si verificano nel nostro mare. Uno di questi riguarda la nidificazione delle tartarughe marine della specie Caretta caretta in Toscana, avvenimento che ci interessa dal 2013 ma che ha avuto il suo exploit nell’estate 2018, con 4 deposizioni accertate. Fra tutte la più emozionante è stata la schiusa di Straccoligno, all’isola d’Elba: in un tardo pomeriggio di agosto, in mezzo ai bagnanti, in una spiaggia non monitorata perché non ritenuta idonea per essere scelta dalla caretta, sono nate 66 tartarughe. Questi eventi ci hanno fatto capire che, riguardo a questa specie, siamo profondamente "ignoranti" e che quello che possiamo prevedere è veramente poco. Vogliamo però provare a farlo? Vedo tante persone che, sensibilizzate da ciò che è successo in questi anni, camminano di buon mattino lungo le spiagge per cercare tracce di tartaruga, portandosi dietro il dépliant informativo dell’Osservatorio toscano della Biodiversità per riconoscerle e avere i numeri da chiamare in caso positivo; vedo tante tartarughe che scelgono la nostra costa per i loro piccoli, spinte a nord forse da un’innata necessità di conservazione della specie. Scorgo entusiasmo, emozione e desiderio di essere protagonisti nella tutela di questa specie.

 


Piccole banche italiane saranno spolpate dai fondi speculativi


di Valerio Malvezzi
economista


 

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Il 2019 sarà l’anno in cui si confronteranno due idee opposte di banche. Quella degli americani che saggiamente dicono: "«Treasury (...) recommends that the overall regulatory burden be significantly adjusted. This is appropriate in light of the minor complexity and lack of systemic risk of such financial institutions». ( Il Tesoro (...) raccomanda di adattare in modo significativo l’onere normativo complessivo. Ciò è appropriato alla luce della complessità minore e della mancanza di rischio sistemico di tali banche). Cioè gli Americani affermano che le piccole banche siano prive di rischio "sistemico". La seconda è l’idea dell’Unione Europea: "«...but, also small banks can pose high risks to unprotected depositors and to the system as a whole, as they can be «systemic as a herd». Per l’Europa, al contrario - e strumentalmente - le piccole banche sono un gregge che comporta un alto rischio. Fino a metà anno vedremo una politica di attacco alle piccole banche italiane, spolpate per venderle a fondi speculativi internazionali da regolatori e controllori che premiano chi acquista i crediti deteriorati e penalizza chi dà credito a imprese e famiglie, fingendo di non vedere cosa combinano le grandi banche sui derivati, come Deutsche Bank (che proveranno a salvare in barba ai regolamenti). Dopo le europee, che saranno vinte dai partiti del popolo (che i tutori delle oligarchie chiamano "populisti") cambierà tutto.

La Toscana si gioca la stabilità politica. Un solo aeroporto: a Pisa


di Franco Cardini
storico e politologo

 

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L’anno che verrà, il 2019, sarà forse molto interessante. Ma, non illudiamoci, non sarà facile. La Toscana ha molto da mettere in gioco. La sua stabilità politica, intanto: con un Pd sull’orlo d’una (evitabile?) scissione e la minaccia a tenaglia della Lega ormai "nazionale" - una destra incerta fra liberismo e populismo - e i pentastellati cresciuti con "voti in libera uscita" soprattutto dal Pd ma che non torneranno mai in caserma. E con qualche fiore all’occhiello: il suo sistema sanitario che con tutti i suoi difetti resta uno delle migliori della penisola; il suo panorama e il suo tesoro artistico e culturale, il primo al mondo, che però va tutelato e valorizzato. Pensiamo poi al porto di Livorno e ai cantieri di Piombino: li vogliamo riqualificare? E le infrastrutture turistiche di qualità? Un primo deciso passo sarebbe puntare con decisione su quello che potrebbe essere il grande aeroporto internazionale, quello di Pisa, con adeguato aggiornamento delle reti stradale e ferroviaria di collegamento (lasciamo perdere la vanitosa o interessata demagogia di chi parla dell’aeroporto di Firenze: è inutile, inadeguato e pericoloso). Poi c’è l’Europa in crisi: pensiamo solo alla Francia, con i "gilet gialli" e un debito pubblico quasi pari al suo Pil; o al montare antiBrexit in Inghilterra. Nel resto del mondo, con un imprevedibile Trump, una crisi petrolifera in arrivo e pericolosi scricchiolii nella Nato mentre fa progressi il "patto di Shanghai", le novità da aspettarsi sono tante. Rischiose ma anche affascinanti. Speriamo bene (senza illudersi).


L’uomo sarà sportivo: giacche decostruite, cachemire, no alle felpe

di Filippo Ricci
direttore creativo di moda


 

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Cari colleghi avanti tutta. Chi punta sulla qualità, chi punta sui veri valori e sulla vera tutela del made in Italy riesce a ottenere risultati, noi ci crediamo. Andiamo avanti seguendo questa filosofia e questo percorso tracciati da mio padre Stefano e condiviso con mio fratello Niccolò. È sempre bello sognare su quello che vedremo sia sulle passerelle sia nelle vetrine dei negozi in giro per il mondo: la moda è è arte. La moda 2019 disegna un uomo ancora più comodo. Meno uomini super eleganti ma in modo diverso anche nel casual time, con giacche decostruite con un sapiente utilizzo del cachemire. Mi piace dedicare le collezioni ai viaggiatori che hanno come casa il mondo. La tendenza è la felpa in ufficio? Spero di no. L’uomo elegante a me piace molto, è una bella immagine a livello estetico, di forma e di rispetto verso il prossimo che si va a conoscere. Posso spingermi nel vedere che oggi la cravatta non è più considerata indispensabile, che qualcuno la considera un vezzo, per dare un colpo di colore alla giornata. Per me è una seconda pelle. Lo stile sportivo va interpretato con giacche decostruite con le tasche a toppe. Osare, per me, nel 2019 è ancora indossare un abito bianco. In estate ma anche sulla neve.Riguardo agli affari sarà un anno di investimenti ed è il momento giusto per consolidare, date le condizioni internazionali non troppo definite. Con cautela. Noi abbiamo raccontato la nostra collezione a bordo di un treno a vapore tra Siena e Buonconvento e nel museo dei treni storici delle Ferrovie a Pietrarsa, Napoli.


Fagiolo rosso e miso: la cucina è contaminata. I vini? Maremma al top


di Cristiano Tomei
chef


 

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Che ne dite di iniziare l’anno con un raviolo fatto con pasta di grano duro stracotta, ripieno di fagioli rossi lucchesi e miso, cotto con funghi secchi e salvia, e servito sul bamboo come i ravioli cinesi al vapore? Il piatto è firmato dallo chef viareggino Cristiano Tomei, star dell’Inbuto di Lucca. Con questa specialità il cuoco stellato indica la strada che la cucina (toscana e non) percorrerà quest’anno più che mai: la contaminazione. «Nel mio raviolo - spiega Tomei - l’incrocio di culture risiede sia negli ingredienti (il miso, un derivato fermentato della soia, molto usato nella cucina orientale, ndr) sia nella tecnica (vapore e bamboo)».La cucina è contaminazione per definizione. «Pensiamo al cacciucco e alle sue sfumature arabe, alle triglie alla livornese con l’agrodolce dato da cipolla, uvetta e pinoli o alle tracce giapponesi nella nostra cucina di mare», dice Tomei. E allora via libera allo yuzu («ma prima impariamo a conoscere i nostri limoni», ammonisce lo chef) o al fagiolo rosso lucchese arricchito con il miso. «In questo momento le contaminazioni sono evidenti più di sempre perché viviamo in una società aperta al mondo». Ma quali sono in piatti toscani che andranno per la maggiore? «I grandi classici - risponde lo chef - pappa al pomodoro, ribollita, bistecca alla fiorentina, pane, finocchiona e salsa livornese». Colpi di scena nei vini: «Non solo Chianti e Brunello faranno da padroni all’estero. Costa toscana alla riscossa con Bolgheri e la new entry Maremma».

 

 

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