Il Tirreno

Toscana

il caso 

Operazione fermata a Massa, va sotto i ferri a Pisa e muore

L.R.D.

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massa. «Se lo piango è perché lo meritava, 33 anni insieme e fino all’ultimo ha pensato a proteggermi, a proteggere me. Era così...». Antonio a 75 anni di morire aveva paura, ma non avrebbe potuto tollerare che a soffrire troppo per lui e quel tumore che lo martoriava fosse la sua Anna Maria. Aveva chiesto di essere operato al Noa, per non farla viaggiare. Ma per le regole qui l’operazione non era fattibile e alla fine qualche giorno dopo l’operazione compiuta all’ospedale di Cisanello di Pisa, Antonio se n’è andato.

Al Noa, il giorno programmato per l’operazione, erano arrivati i carabinieri. Grande scompiglio all’ospedale, con il paziente Antonio Vassallo a spiegare che sì, aveva chiesto lui al dottor Mirko Lombardi di essere operato al Noa e che era anche consapevole che la procedura prevede che per i casi come il suo bisogna andare in una struttura di terzo livello. Ma quei parametri però non tenevano conto di due cose: primo di Anna Maria Fialdini, la sua compagna, che a 82 fa fatica a viaggiare e non lo avrebbe lasciato nemmeno un momento. E due, della fiducia che Antonio aveva in Lombardi e nello staff medico del Noa.

Così quando l’Asl ha deciso che Vassallo sarebbe andato per l’operazione a Pisa bloccando quella di Massa, lei ogni giorno ha percorso avanti e indietro quel tragitto per stare accanto al suo Antonio. Fino alla fine.

Anna Maria non vuole pensare a cosa sarebbe stato se Antonio fosse potuto rimanere al Noa. «Sono molto delusa però da cosa hanno fatto - ci tiene a dire Anna Maria - dovevano rispettare la sua volontà. La sua fine è venuta lo stesso e sarebbe venuta anche qui se questo era il suo destino. Ma è andato a Pisa arrabbiato, pensava a me che viaggiavo per vederlo ogni giorno». Dopo l’operazione guidata dall’equipe del dottor Ugo Boggi, Vassallo sembrava in ripresa. Poi le sue condizioni sono peggiorate ed è deceduto. «Io di autopsia non ne voglio, ora lo lasciassero riposare al cimitero di Canevara. Io per la legge non sono nulla, conviviamo da 33 anni ma non ho potuto nemmeno dare le disposizioni sul suo funerale. Voleva essere cremato, ma non è stato possibile», dice Anna Maria. E non farà denunce. «Il sindaco Persiani ha incontrato mio marito prima dell’operazione. Io voglio solo dirgli che deve difendere Massa e il suo ospedale». — L.R.D.

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