Il presidio
Protesi al seno “sospette”: scatta il piano dei controlli
Istituito il numero verde regionale per migliaia di donne operate tra 2015 e 2018 Saccardi: «Misure precauzionali. Non ci si allarmi se non si hanno sintomi»
FIRENZE.L’assessore Stefania Saccardi ha ascoltato la domanda della giornalista, poi ha alzato le mani. «Che dire? » «Le protesi Allargan sono state utilizzate in tutti quegli interventi in cui si è reso necessario mettere una protesi al seno. È la società che ha vinto l’appalto nel 2015. Sono state utilizzate fino a dicembre di quest’anno, quando c’è stata la sospensione. Migliaia. Stiamo facendo un’indagine per arrivare al numero esatto».
Si dice almeno 30.000. «Non ho ancora i numeri. Tantissime, comunque».
L’assessore sta riferendo del piano per ridurre le liste d’attesa. Intanto i dirigenti, i professionisti, i rappresentanti dell’Ente di supporto tecnico amministrativo, i medici dell’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica e del Centro regionale per il rischio sono nelle stanze dell’Assessorato alla sanità della Regione Toscana: è riunito il gruppo tecnico, con supporto scientifico, per definire quali azioni intraprendere dopo la sospensione in via precauzionale – sottolineato in via precauzionale – degli impianti di protesi alle mammelle a marchio Allargan. «Il possibile legame tra le protesi e l’insorgenza di un tumore raro – aggiunge Saccardi – è da verificare meglio e la percentuale è bassissima».
In Italia sono stati segnalati 38 casi su un totale di 194 notificati alle rispettive autorità competenti in Europa. Dei 38 casi, 22 sono associati a impianto mammario a fronte di circa 49. 000 protesi utilizzate in Italia.
L’attenzione è d’obbligo, la preoccupazione tra le donne operate al seno è, comprensibilmente, altissima.
Da qualche giorno negli ospedali toscani si stanno utilizzando protesi di un’altra azienda, la seconda classificata all’appalto, la Johnson&Johnson.
È stato attivato un numero verde – 800556060 – al Centro di Ascolto regionale Care: è dedicato alle donne operate al seno negli ultimi anni e ogni giorno rispondono operatori in grado di fornire supporto psicologico e indicazioni. Il gruppo tecnico ha inoltre attivato un programma di sorveglianza per quelle donne che «sviluppano un aumento di volume». Sarà fatto l’esame citologico del siero prelevato con guida ecografica o l’esame istologico del tessuto «periprotesico impiantato».
«Solo chi ha una sintomatologica significativa – si raccomandano dalla Regione – deve rivolgersi alle strutture. Saranno coinvolti medici e specialisti per diffondere una corretta comunicazione ai pazienti e orientarli al momento della eventuale comparsa di sintomi, verso le strutture adeguate per una corretta diagnosti. Inoltre chiunque lo voglia può informarsi attraverso il sito regionale e le associazioni dei pazienti. –
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