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Non mi piace il presepe dei politici
In un’Italia che non smette di fare campagna elettorale neppure alla vigilia del Natale, anche il presepe finisce sul bancone della paccottiglia propagandistica
Proteggiamo il presepe. In un’Italia che non smette di fare campagna elettorale neppure alla vigilia del Natale, anche il presepe finisce sul bancone della paccottiglia propagandistica. Sindaci di centrodestra, a partire dal pisano Conti, si sono affannati a richiedere l’allestimento dei presepi nelle scuole di cui quotidianamente si interessano poco. Intendiamoci: è bello vedere insegnanti e alunni riuniti davanti alla riproduzione della grotta di Betlemme. È la prescrizione politico-burocratica che ne svilisce la magia.
A Empoli hanno esibito un "presepe tricolore" che manco con la sua benedizione la nazionale di calcio avrebbe potuto far meglio nella recente umiliante "Nations League" . E poi c’è quello sconsiderato artigiano napoletano che ha piazzato sulla sua bancarella un Adolf Hitler che solo il dio degli stupidi sa come gli sia potuto venire in mente.
A Livorno invece è comparso il presepe che gliela mena a Salvini: una ruspa gialla (perché non verde?) sta per spianare la grotta occupata da quella coppia di immigrati di Giuseppe e Maria. E gommoni, barche sfondate, migranti fanno da sfondo in giro per l’Italia. È giusto piegare il presepe allo scontro politico? Se ad altri, in particolare alla cultura islamica più integralista, giustamente contestiamo una concezione della religione in funzione del potere politico e dunque totalizzante, possiamo noi cadere nell’errore di brandire a nostra volta come un’arma questo straordinario lascito della nostra tradizione?
Lasciamo in pace il presepe, simbolo religioso e laico al tempo stesso; vi è già, nella sua versione più classica, rappresentato un mondo dolente e magico. Un’umanità bisognosa di giustizia e di speranza. Una storia non soggetta alle storielle dell’oggi. Buona domenica e buon Natale dunque sia a chi possiede il dono della fede sia a chi esercita il laico dubbio.
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