Il presidio
La Regione sposta strada e lago e fa posto alla pista di Peretola
Firenze, Rossi annuncia: viabilità modificata, ora il ministero dell’Ambiente deve dire di sì all’ampliamento dell’aeroporto di Firenze. «Rimossi tutti gli ostacoli»
FIRENZE. «Risolutiva». Sceglie l’aggettivo e lo sottolinea, il governatore Enrico Rossi. Così definisce la delibera che la giunta regionale ha approvato, nell’ultima seduta dell’anno, sulla questione dell’aeroporto di Peretola. Il nuovo ponte sull’Arno a Signa e la bretella di collegamento tra la Fi-Pi-Li e la strada regionale 66 sono l’ultimo ostacolo verso il potenziamento del Vespucci e la pista lunga? Bene, si rimuovono e si spostano un po’. Tutto purché si arrivi al punto.
Per Rossi si tratta della parola definitiva, del via libera finale, almeno per quanto riguarda la Regione, sul progetto di ampliamento dello scalo di Firenze. Il governatore non vede l’ora di prendere tutto l’incartamento e portarlo finalmente a Roma, sui tavoli del ministero e dell’Enac.
Il prossimo passaggio sarà quello della conferenza dei servizi convocata, e confermata, per il 29 gennaio. «Spero a questo punto che si possa avere il parere favorevole sul masterplan all’unanimità», dice Rossi durante la conferenza stampa pre-natalizia, che vale anche da bilancio dell’anno, nella Sala Pegaso di palazzo Strozzi Sacrati, attorniato dai suoi assessori.
Per la giunta toscana la partita è chiusa, anche se Rossi invita «ad usare il condizionale». La Regione «non può fare altro, storia diversa sono i problemi che riguardano il governo», dice il presidente della Toscana riferendosi alla visione pro-Pisa dei 5 Stelle e alle polemiche dei pentastellati, ministro Danilo Toninelli compreso, con Matteo Salvini. D’altra parte, Rossi sul sistema aeroportuale toscana ha fondato larga parte dei suoi mandati, ha sfidato le forti reazioni dei territori coinvolti (la sua Pisa su un versante, i Comuni pratesi sull’altro) e ora che intravede il traguardo rivendica fino in fondo la sua azione: «Pisa e Firenze insieme sono scali di interesse nazionale, abbiamo recepito il masterplan nel Pit (il pianodi sviluppo territoriale della Toscana) e infine abbiamo spostato la strada per andare incontro alle perplessità del ministero dell’Ambiente. Mi assumo ogni responsabilità politica e ne vado fiero, ribadendo che l’integrazione degli scali toscani è stata la strada giusta e che il loro sviluppo non è in contraddizione».
Ora non resta dunque che tradurre su carta la “delibera risolutiva”, quella che deve sciogliere il nodo, eliminando le perplessità ministeriali sulla compatibilità ambientale del piano che prevede il trasloco del laghetto da Peretola a Signa, gli orti e la nuova bretella. «Sposteremo la strada più ad ovest, più vicina al centro abitato», interviene l’assessore regionale alle Infrastrutture Vincenzo Ceccarelli.
La delibera, anche con il consenso del Comune di Signa, prevede dunque che il lago e gli orti possano svilupparsi e formarsi senza nessuna strada vicino. L’atto della giunta impartisce una direttiva agli uffici «affinché per l’infrastruttura stradale sia prevista la soluzione progettuale di un nuovo ponte sull’Arno, nell’area prossima ai centri abitati, in modo da escludere ogni interferenza». «Suppongo - conclude Rossi - che a questo punto non ci sia più alcun parere contrario, se la logica ha ancora una sua forza». —
Francesco Loi
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