Il Tirreno

Toscana

Il vice premier a montemurlo 

Di lotta e di governo, riecco il Salvini-show

Francesco Albonetti
Di lotta e di governo, riecco il Salvini-show

Consegna ai carabinieri una villetta strappata alla camorra, poi attacca: «Presto nostre anche Firenze, Prato e Livorno»

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Un selfie per tutti, un comizio improvvisato su una scala in un bagno di folla, un twitter col disoccupato Emiliano che «grazie al superamento della legge Fornero andrà in pensione nel 2019». È un Salvini in piena forma quello che si è presentato ieri mattina in via La Querce a Montemurlo per consegnare ai carabinieri la villetta a schiera confiscata per mafia alla famiglia di Pietro Cozzolino, 45 anni, condannato per traffico d’armi e droga. In quella villetta da 349.000 euro c’è una parte dei milioni investiti dalla Camorra nel giro degli stracci. «Un personaggio il cui curriculum fa rabbrividire», come ha detto lo stesso vice-premier. Che poi, sull’onda del momento, ha smesso i panni del ministro per lasciare il posto al leader della Lega e lanciare il guanto di sfida della destra a quel che resta del governo di centrosinistra nella regione: «Sento in Toscana un vento di cambiamento e penso che quello che è successo a Pisa e Siena e presto succederà anche a Firenze, Prato e Livorno». Salvini visita l’abitazione confiscata accompagnato da uno stuolo di autorità ed esponenti locali del partito. Guarda le stanze, gli impianti elettrici e del riscaldamento saccheggiati come nelle ville dei Casamonica a Roma. Entra nel buio sottoscala e poi esce nel resede a firmare la consegna della casa confiscata al comandante provinciale dei carabinieri Marco Grandini, presenti anche il prefetto Rosalba Scialla, il direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata Ennio Mario Dosano e il sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini.

«Ritengo che dopo otto anni togliere una villetta ai camorristi e darla ai carabinieri sia un bel risultato – dice Salvini – In questa manovra ci sono i fondi per assumere ottomila poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco, finanzieri. Una buona quota di questi arriveranno anche in Toscana e a Prato, perché qui c’è un sistema di concorrenza sleale da andare a smantellare, capannone per capannone». Il ministro dell’Interno non cita mai direttamente le case-fabbrica e le altre irregolarità delle imprese cinesi, ma parla di loro: «I capannoni alveare non sono degni di un Paese civile. All’imprenditore e artigiano italiano si spacca il capello in quattro, andando a controllare anche l’ultima delle uscite di sicurezza e l’ultimo scontrino rilasciato. Vedremo di lavorare con la Prefettura che si è dimostrata molto efficace in questa opera di legalità, anche con un controllo sistematico del commercio e dell’industria abusivi che non rispettano la legge e nemmeno gli imprenditori onesti».

Non solo selfie, ma scambi di auguri e abbracci, anche col sindaco di centrosinistra Mauro Lorenzini. Ed è proprio dalle festività imminenti che Salvini trae l’ispirazione per ricordare a tutti «di fare il presepe e fare l’albero, cercando di salvaguardare tutte le nostre tradizioni». —

Francesco Albonetti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera