Il Tirreno

Toscana

Aeroporti toscani

Aeroporto di Peretola, Toninelli litiga con Salvini. Il vicepremier: «Non deciderà lui»

Il decollo di un aereo sulla pista di Peretola
◗
Il decollo di un aereo sulla pista di Peretola

M5S e Lega ai ferri corti sull’ok alla pista di Firenze. Il grillino dà dell’incompetente al capo del Viminale Il leader del Carroccio: «La parola spetta al governo». Il Pd: «I gialloverdi smentiscono se stessi»

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Per ora volano solo gli schiaffi, altro che aerei. Quelli fra Cinquestelle e leghisti, quelli fra Danilo Toninelli e Matteo Salvini. Sì, perché ieri in meno di otto ore è stato chiaro a tutti: per un giorno (sarà solo uno?) il ring permanente sulla manovra a Roma si è trasformato in Toscana in una zuffa pubblica sull’aeroporto di Firenze. Prima con il ministro dei Trasporti che dà dell’incompetente al capo del Carroccio, colpevole di aver dato il suo sì al potenziamento di Peretola («Credo non conosca bene il dossier sul Vespucci»), poi con il ministro dell’Interno che rispedisce l’accusa al mittente: «All'amico Toninelli - dice Salvini prima di presentarsi all’hotel Mediterraneo dove l’aspettano 800 fra iscritti e imprenditori toscani per la cena di Natale - dico che c'è sempre da imparare: il dossier l'ho letto, di solito parlo di cose che conosco».

A convincere Toninelli a ribattere erano state le parole del ruspista di governo, che due giorni fa aveva voluto chiarire quello che neppure ai suoi finora sembrava esserlo. E cioè che «Firenze è Firenze», e la nuova pista di Peretola «non toglie nulla a nessuno», perché la città è «centrale, strategica», aveva detto Salvini con le stesse parole usate da Toninelli a luglio ma per descrivere il ruolo di Pisa. Apriti cielo. «È sempre bello dire “costruiamo una cosa nuova”, ma servono 150 milioni», precisa il Cinquestelle, «sono tanti soldini dei cittadini» e «la facciamo solo se serve».

«L'aeroporto di Firenze ha una pista di 1.700 metri, perché lo vogliono rifare? Per farla da 2.000 (in realtà 2400, ndr) che, dicono, aumenterebbe il numero dei passeggeri. Ma Londra ha una pista di 1.500 e fa il doppio dei passeggeri. Quindi bisogna guardarle bene le cose, prima di mettere soldi pubblici in mano ai privati». Insomma, Lega e M5S si dividono le antiche rivalità, con buona pace della consigliera cascinese del vicepremier Susanna Ceccardi.

In ballo c’è il baricentro della Toscana. Il M5S vorrebbe spostarlo sotto la Torre e al Galilei, di cui da mesi discute di una terza pista con l’Aeronautica. Salvini si dice «favorevole» al potenziamento dei «collegamenti ferroviari», ma se su Peretola la conferenza dei servizi del 29 gennaio non desse un parere unanime, allora «sarebbe il Consiglio dei ministri a decidere», dice. Insomma, è pronto a portare lo scontro istituzionale al tavolo del governo. Anche se «la posizione ufficiale sarà quella del candidato sindaco».

Per il Pd un rigore a porta vuota. «Questo è un governo - dice Dario Nardella - che come attività centrale ha quella di smentire se stesso». «Ci sarebbe da ridere - dice la segretaria toscana Simona Bonafè - se, in mezzo ai litigi da soap opera, non ci fossero il destino dell'aeroporto, investimenti e posti di lavoro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web