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Toscana

Reddito di cittadinanza, ecco chi avrà i soldi. La guida in 7 punti

di Michele Di Branco
Reddito di cittadinanza, ecco chi avrà i soldi. La guida in 7 punti

Il sussidio sarà in pagamento da aprile per chi ha un Isee inferiore a 9.300 euro l’anno. Il mensile di base è 500 euro. Secondo le proiezioni sono 130mila le famiglie toscane con diritto al beneficio

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La certezza è che il reddito di cittadinanza, pilastro della manovra a tinte giallo-verdi, ha perso per strada quasi due miliardi di euro. La correzione del deficit, ridotto dal 2,4 al 2,04%, ha costretto la maggioranza a ridurre da 9 a 7,1 miliardi la dotazione finanziaria attraverso la quale il governo punta a dare una risposta al problema della povertà in Italia.

1. Per 5 milioni di italiani

Il reddito, i cui dettagli saranno messi a punto con un decreto tra Natale e Capodanno, sarà indirizzato a circa 5 milioni di italiani e partirà ad aprile. L’assegno base sarà di 500 euro mensili, ai quali aggiungere 280 euro figurativi nel caso in cui il beneficiario non sia proprietario di un immobile. L’assegno sarà indirizzato a chi detiene un Isee inferiore a 9 mila e 300 euro. Sarà escluso chi possiede un secondo immobile e si terrà conto sia del capitale immobiliare, (chi ha una seconda casa sarà escluso), sia di quello mobiliare, fino a 5-10mila euro.

Entreranno in gioco anche le autovetture di proprietà. Anche se su questo si stanno facendo valutazioni, in particolare sul tetto dei cavalli oltre i quali si perde il diritto al beneficio. Per ora si parla di 80 cavalli. Non più di una Panda, insomma.

2. I familiari a carico

Uno dei punti più importanti da chiarire è il meccanismo attraverso il quale calcolare la consistenza dell’assegno in base al nucleo familiare. Fermo restando che il beneficio base per un single sarà di 780 euro, il sussidio salirà con il crescere dei familiari a carico. E, secondo le indicazioni che arrivano dalla maggioranza, sarà utilizzato l’indice di equivalenza Isee usato dall’Ocse, ma con alcune modifiche.

Nel dettaglio, il coniuge a carico incasserà il 40% dell’assegno base di 780 euro (312 euro), mentre ciascun figlio varrà il 20% (pari a 156 euro). In pratica, due coniugi con un figlio godranno di un beneficio mensile di 1.248 euro, mentre per una famiglia con quattro componenti si sale a quota 1.404 euro.

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3. I requisiti minimi

Il beneficio, che appunto integra il reddito fino a portarlo a quota 780 euro mensili, non sarà di tre anni come inizialmente previsto, ma solo di diciotto mesi. Questa è una necessità legata alle poche risorse a disposizione, che impongono dunque un giro di vite. Per ottenere il reddito di cittadinanza sarà necessario essere cittadini italiani oppure, per gli stranieri, essere residenti in Italia da almeno dieci anni.

4. Sgravio per le aziende

È ormai certo, e su questo punto spinge la Lega, che le imprese che assumeranno persone che incassavano il reddito erediteranno per qualche mese (5 o 6, ancora da decidere) una cifra equivalente a quella percepita dal beneficiario. Una sorta di sgravio contributivo una tantum che dovrebbe, nelle intenzioni della maggioranza, mettere un freno alle accuse di assistenzialismo ricevute in questi mesi.

5. Lavori utili

Chi riceverà il sussidio dallo Stato dovrà impegnarsi in corsi di formazione e lavori socialmente utili (8 ore settimanali) nel Comune di residenza e non potrà rifiutare più di 2-3 offerte di lavoro recapitate dai Centri per l’impiego e giudicate congrue. Altrimenti perderà i diritti di riscossione del sussidio.

6. Il bancomat postale

Il reddito di cittadinanza non sarà pagato in contanti, ma potrà essere speso - secondo le attuali previsioni - in teoria solo in esercizi italiani, attraverso una carta elettronica tipo bancomat (prodotta da Poste), come accade, ad esempio, con i buoni pasto elettronici usati da molti lavoratori.

Vengono tagliate fuori alcune spese giudicate immorali (alcol, sigarette e gioco). I soldi non saranno tutti caricati sulla tessera e a ogni acquisto seguirà un pagamento diretto da parte del Tesoro. Questo serve ad evitare che chi riceve il reddito lo risparmi. Le somme non spese dal cittadino a fine mese, infatti, torneranno allo Stato e non finiranno sul conto corrente di chi percepisce il reddito di cittadinanza.

7. Campania felix

Secondo lo Svimez, l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, è la Campania la regione che beneficerà maggiormente del reddito di cittadinanza: si prevede, infatti, una richiesta potenziale superiore al 30% del totale da destinare a 391mila famiglie.
 

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