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Monte Serra, l’insospettabile che ha pure rischiato la pelle
Il 37enne è quasi saltato in aria con 8 compagni nel rogo del 24 settembre per l’esplosione di una bombola in una tettoia
PISA. Secondo chi abita a Calci sarebbe un «volontario insospettabile». Anche se un’amica e compagna di Antincendio boschivo – che al Tirreno chiede l’anonimato – racconta anche che Giacomo Franceschi, il presunto piromane del Monte Serra, la sera dell’incendio che ha consumato 1500 ettari di territorio non avrebbe risposto immediatamente alla chiamata della sua associazione, la Gva di Calci, lo storico gruppo della Valgraziosa che da 30 anni spegne i roghi.
Alla prima telefonata della serata del 24 settembre, infatti, il 37enne avrebbe risposto tramite messaggio: «Non posso, chiamatemi dopo». Questo – secondo l’amica – il contenuto della conversazione via Whatsapp. Con un altro particolare: «Giacomo era l’unico a sostenere che il rogo fosse partito da tre inneschi e non uno. Diceva che erano inneschi particolari, realizzati per forza di cose da un volontario».
Poi Franceschi , a spegnere l’incendio sul Serra c’è andato davvero. E nei giorni successivi, come da lui testimoniato su Facebook condividendo un articolo del Tirreno, ha pure rischiato di morire a causa dell’esplosione di una bombola del gas con altri 8 colleghi. «Eravamo lì anche noi – ha scritto – io e altri ragazzi di Calci. La botta è stata davvero impressionante e per qualche istante ha fatto davvero pensare al peggio». «La natura è un bene davvero prezioso, la natura è vita e merita rispetto e amore da parte di tutto», scriveva sempre Giacomo, il 3 dicembre, sul suo status di Whatsapp.
Il volontario dell’Antincendio, disoccupato, vive insieme ai genitori in un appartamento di Castelmaggiore, sopra l’abitato di Calci. Il padre Mario Franceschi è conosciutissimo e rispettato in paese, come lo zio Carlo. Il babbo lavorava come giardiniere, ma ora è in pensione. Giacomo, nella professione, di tanto in tanto gli ha dato una mano. La madre, Cinzia, occasionalmente ha lavorato come donna delle pulizie. Nella famiglia anche una sorella, Federica Franceschi. «Siamo sconvolti, lasciateci in pace», hanno risposto al Tirreno.
Giacomo è intervenuto la notte del maxi incendio e pure nei giorni successivi sul Monte Serra, sempre con la divisa della Gva di Calci. Ma era intervenuto anche nei giorni precedenti, come testimoniano alcuni post sul suo profilo Facebook. E sempre su altri tentativi di incendio del Serra. «Sono sconcertato – dice il presidente dell’associazione, Federico Delle Sedie – ma non facciamo di tutta l’erba un fascio. Se lui è la nostra mela marcia, è bene che sia stata presa». Prudente il sindaco di Calci, Massimiliano Ghimenti, che conosce molto bene il 37enne. «Se è vero che lui, mi farebbe doppiamente male». «Sono allibito – aggiunge il sindaco di Vicopisano, Juri Taglioli – e se la sua colpevolezza verrà accertata, servirà una pena esemplare. Cosa direi a una persona del genere? Che non è un volontario antincendio, ma un delinquente. Ha rischiato di uccidere anche i suoi compagni».
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