Il Tirreno

Toscana

Panzironi contro la ministra: «Parla e non ci conosce. E io la querelo»

Ilaria Bonuccelli
La foto nel post della ministra Grillo
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La foto nel post della ministra Grillo

Il giornalista accusa Giulia Grillo: «Non guarda i miei programmi e segue le indicazioni dei medici ufficiali» 

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LIVORNO. Prima le dice che è ignorante. Poi fa intendere che è in malafede. E alla fine il giornalista Adriano Panzironi annuncia la querela. Per diffamazione. Perché la ministra della Salute, Giulia Grillo, non si è presa la briga di approfondire lo stile di vita “Life 120”. Di guardare le tramissioni Il cercasalute. E anzi si è permessa, via Facebook, di attaccare questo stile di vita “elaborato” , di punto in bianco, dallo stesso Panzironi.

Pochi concetti quello dello stile di vita Life120 su cui si fonda un business milionario: se non si mangiano carboidrati “insulinici” (pane, pasta, pizza, patate, legumi) non ci si ammala. Addirittura si guarisce da malattie come tumore, depressione, Alzheimer, diabete. Se poi ci si aiuta con gli integratori prodotti dai gemelli Adriano e Roberto Panzironi la salute ne guadagna ancora di più. E dall’inizio di novembre si possono anche acquistare gli alimenti a marchio Life 120: quelli certificati (e prodotti) dai Panzironi. Riso, pasta, pane, cioccolata, farine, marmellate e confetture. Un vero supermercato dello stile di vita opposto alla dieta mediterranea. Ma guai a metterla in questo modo. Lo ricorda Panzironi stesso nella lettera aperta (fino a un certo punto) che invia alla ministra Grillo. Ovvio che non gliela manda per i canali ufficiali. Usa i propri profili Facebook. Ma a differenza di quelli della ministra, non sono accessibili a tutti. Solo a chi è iscritto ai gruppi come Life120 official . Per essere ammessi bisogna accettare di non criticare lo stile di vita. E accettare di fare quello che Adriano chiede. Ad esempio, prima di leggere la lettera destinata a Giulia Grillo l’invito è a «continuare a pubblicare messaggi sulla sua pagina (con la massima educazione) raccontando la vostra storia e rendendovi disponibile a rilasciare testimonianza».

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Precisato questo, Panzironi attacca il ministro che « dovrebbe rappresentare l’intero popolo italiano e farsi promotore della loro (l’errore è nel testo, ndr) salute, invece...sembra che lei si preoccupi più di rappresentare la categoria a cui appartiene o dare credito, alle rappresentanze dei medici che sono una parte minoritaria». Insomma, la prima colpa della ministra è di dare credito ai medici e non al «Popolo Life 120 , 500mila persone che non sono alla mercede del santone di turno, ma al contrario hanno avuto l’opportunità di diventare consapevoli della propria salute, grazie al mio lavoro giornalistico e di informazione scientifica». Sarebbe bastato - scrive Panzironi - che la ministra avesse studiato il suo libro “Vivere 120 anni” : «Mi rendo conto che la sua preparazione universitaria, essendo un medico chirurgo non contempli l’alimentazione, ma questa non può essere una scusante per il ministro della salute. Tanto più che lei si sarebbe potuto (al maschile nel testo, ndr) render conto della veridicità del Life 120 soffermandosi a guardare le puntate del mio programma “il cerca salute”: si sarebbe accorta delle centinaia di testimoni che vengono a raccontare le loro guarigioni da patologie per cui erano in cura da molti anni».

Il colpo finale, che Panzironi replica in ogni occasione, la domanda retorica anche per la ministra: «Che cosa pensa dei testimoni che invito nella mia trasmissione? Credo di sì, altrimenti avrebbe dedicato tempo a comprendere Life 120». Comunque Panzironi assicura la ministra che, malgrado la querela per diffamazione, «le migliaia di persone che hanno finora testimoniato le loro guarigioni o semplici miglioramento della salute grazie al Life120, sono disponibili a dimostrarle quanto affermato». Peccato che il giornalista non parli mai di fornire cartelle cliniche. A Il Tirreno nessuno le ha mai spedite o consegnate, malgrado le tante richieste.

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